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Vuelta 2010: sedicesima tappa PDF Stampa E-mail
Lunedì 13 Settembre 2010 08:22

Oggi il tappone con l'inedita salita di Cotobello

Questo è il vero tappone, lo scoglio da superare per mettere le mani sulla Vuelta. Quattro gpm, tre dei quali di prima categoria. Sono tre salite vere: lunghe e molto dure. Le prime due serviranno a creare la selezione, sull’ultima ci sarà la battaglia tra i big della classifica. Tralasciamo la prima parte della tappa visto che sarà insignificante per il risultato e cominciamo ad analizzare le tre terribili salite. La prima è il Puerto de San Lorenzo. Le caratteristiche dell’ascesa sono le seguenti: 10 km di lunghezza, 8,5% di pendenza media e 14% di pendenza massima. Dalla cima mancheranno al traguardo ancora ottanta chilometri, troppi per vedere scatti da parte degli uomini di classifica, ma sufficienti per poter osservare degli attacchi da parte di corridori di secondo piano che proveranno a portarsi a casa una delle tappe più belle della corsa. La tappa continua con l’Alto de la Cobertoria, 8,1 km all’8,54%. Questa è una salita più regolare rispetto a quella precedente, ma non meno adatta agli attacchi. Visto che dalla cima rimangono quasi quaranta chilometri la lotta per la maglia rossa dovrebbe essere ancora rimandata, anche se è possibile che qualcuno (Sastre o Schleck) possa provare a stravolgere la classifica, magari sperando in un’improbabile debacle della Liquigas. Siamo arrivati alla conclusione della tappa, con l’inedita salita di Cotobello. Rispetto alle due precedenti questa è un po’ più facile, ma arriva dopo centosettanta chilometri e in cima è piazzato l’arrivo della tappa. Le parti più dure sono quella iniziale e quella finale, quindi chi vorrà attaccare dovrà farlo qui. Fino ad ora nelle tappe affrontate non c’è mai stata più di una salita dura, oggi è tutto il contrario e chissà che questo non mostri dei valori diversi rispetto ai giorni passati. Chi dovrebbe perderci è Joaquin Rodriguez, corridore esplosivo, adatto a salite corte e dure come quella di Xorret del Catì. Non dovrebbe avere particolari difficoltà, invece, Vincenzo Nibali che, ormai, di tappe del genere nella sua carriera ne ha affrontate parecchie. Ovviamente la speranza è che lo Squalo riesca a difendersi dagli attacchi di Mosquera in modo da poter arrivare alla cronometro con un vantaggio rassicurante o, al massimo, con uno svantaggio recuperabile.

 

Planimetria:

 

Altimetria:

 

La salita finale in dettaglio:

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