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Promossi e Bocciati della 20° tappa PDF Stampa E-mail
Promossi e Bocciati della 20° tappaI comprimari di questo Giro d’Italia?: è una fortuna averli in corsa. I “Big” di classifica si marcano assiduamente, senza provare un colpo ad effetto e le seconde linee inscenano azioni d’altri tempi, come quella orchestrata nella ventesima tappa da Vasili Kiryienka. Il bielorusso della Movistar, nella nostra speciale rubrica è fuori classifica, per lui sarebbe troppo riduttivo inserirlo tra i promossi.....
.....Oggi Kiryienka ha preso la laurea con lode, davvero un bel gesto tecnico. La dedica finale al compagno di squadra Xavier Tondo - morto qualche giorno fa, per un banale incidente domestico – ha messo la ciliegina sulla torta ad una giornata da incorniciare. Promossi
Sylvester Szmyd – Il corridore della Liquigas, scandendo il passo lungo il Colle delle Finestre, ha dimostrato di esser tornato il prezioso gregario di sempre, riprendendosi appieno dei malanni di inizio Giro, che ne hanno fortemente inficiato le prestazioni.
Yaroslav Popovich – Il corriodre dell RadioSchack è quello con più chilometri di fuga in questo Giro. Per lui è mancata la vittoria, ma ha avuto modo di segnalarsi come atleta coraggioso e spettacolare.Anche oggi ha provato la fuga, ma il Colle delle Finstre, per lui è davvero indigesto.
Josè Rujano – Il corridore dell’Androni ha fatto quello che ha potuto. Sul Colle delle Finestre ha tentato un azione coraggiosa, quanto disperata. Alla fine non ha colto quello che ha seminato, ma, al corridore venezuelano va un bravo.
Gianni Savio – Il tecnico di Rujano azzecca la mossa: manda in avanscoperta Angel Vicioso, che poi sul Colle delle Finestre si dimostra un prezioso aiuto per il compagno. Non sappiamo se questa tattica è stata studiata a tavolino, ma che così fosse, a Savio e al suo collaboratore Marco Bellini, va dato l’Oscar come DS dell’anno.
Diego Ulissi – Il ragazzo, sfrontato, della Lampre ancora in fuga. Tira poco, ma riesce sempre ad entrare nelle azioni decisive. Sul Colle delle Finestre paga dazio, ma il corridore dimostra di esserci.
Carlos Alberto Betancourt – Il 22enne dell’Acqua e Sapone ci mette il cuore, cercando di resistere prima a Kirijenka, poi a Rujano ed infine a Rodriquez. Alla fine chiude quarto. Bel talento e prospettive interessanti per il futuro.
Steven Kruijswijk – Altro giovane di belle speranze. Oggi ha battagliato con i “grandi”. Non ha fatto l’azione degna di rilievo, ma sta studiando da grande. La Rabobank sa come far crescere i corridori e il 24enne olandese è sulla strada giusta.
Paolo Tiralongo – Il vincitore della tappa di ieri ha fatto il possibile per tenere Kreuziger il più vicino possibile al gruppo maglia rosa. Dopo la vittoria di ieri, il siracusano ritorna gregario impeccabile, pilotando il proprio capitano per metà salita del Colle delle Finestre. Dopo l’immenso sforzo di ieri, al corridore dell’Astana non si poteva chiedere di più.
Gianluca Brambilla – Il giovane della Colnago Csf nel Colle delle Finestre si traveste da grande, cercando di restare agganciato al gruppo maglia rosa, ormai ridotto – sotto la spinta di Szmyd - ad una decina di unità. Nuovi giovani avanzano. I numeri fatti da Gianluca da dilettante, prospettano un futuro luminoso.
Luca Scinto – Nel finale di Giro, una promozione al Ds della Farnese vogliamo davvero darla. La sua formazione è stata sempre all’attacco, movimentando la corsa, molto più di tante blasonate formazioni World Tour. La vittoria di Gatto, la tenacia di Visconti, la concretezza di tutti gli atleti, fanno della “Banda” Scinto la più bella sorpresa di questo Giro.
Bocciati
Igor Anton – Il corridore dell’Euskaltel ha mantenuto la promessa: ad inizio stagione aveva detto di puntare ad un successo parziale e non alla classifica finale. Tranne la tappa vinta, con arrivo al Monte Zoncolan, per lo spagnolo solo ritardi e anche oggi la regola è stata rispettata. Carlos Sastre – Il corridore spagnolo della Geox ha corso un Giro sempre nelle retrovie. Solo nella penultima tappa ha cercato di mettersi in evidenza. Davvero troppo poco per uno che sino a qualche anno fa vinceva il Tour de France.
Pavidi – Contador era il più forte, attaccarlo era impossibile, ma provarci sarebbe stato lecito. Un Giro d’Italia durissimo, dove, forse, sono mancate le gambe. Lo spagnolo aveva gamebe e cervello anche un DS pronto a tutelarlo, quando il terreno non era adatto alla sue caratteristiche (vedi tappa del Crostis). I tifosi del ciclismo amano i corridori ingegnosi, pronti ad inventare qualcosa, sempre e comunque. Tutti sognano quel cavaliere senza macchia e senza paura, mancato in questa edizione della Corsa Rosa.

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