

| Tirreno - Adriatico 2011 Promossi e Bocciati |
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| Mercoledì 16 Marzo 2011 17:01 |
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Evans oltre le attese, i favoriti della Sanremo giocano a nascondino. Alla vigilia la Tirreno – Adriatico si presentava molto incerta con tanti potenziali vincitori e non ha deluso le attese, con la vittoria rimasta in bilico fino agli ultimi 9 km di gara, vale a dire quelli della cronometro di San Benedetto del Tronto. Sono tanti i corridori che hanno espresso il massimo delle loro potenzialità ma c’è anche chi ha deluso le attese. Andiamo ad analizzare i protagonisti in positivo e in negativo della “Corsa dei 2 Mari” edizione 2011. Partiamo doverosamente da Cadel Evans (Bmc) presentatosi al via con una sola gara nelle gambe, l’australiano era considerato tra i favoriti più per il nome che per la reale condizione, invece l’ex campione del mondo si è dimostrato più forte di tutti gli avversari nelle tappe più dure della Tirreno e a cronometro ha dovuto semplicemente difendersi. Oltre al più forte ha vinto anche il più intelligente, come dimostrato nella tappa di Macerata dove in tanti hanno provato ad attaccarlo, ma usando una grande intelligenza è riuscito ad arrivare per primo sul rettilineo finale ed è stato impossibile superarlo. Inizia dunque nel migliore dei modi questo 2011 che nei suoi obiettivi dovrebbe portalo a lottare per la vittoria del Tour de France. Promosso Michele Scarponi (Lampre Isd) che conferma il feeling con questa corsa, dopo la vittoria di 2 anni fa e il secondo posto beffa dello scorso anno. Tra i più brillanti in salita il marchigiano ha conquistato la vittoria in quel di Chieti, dove sfruttando anche il gioco di squadra con Cunego è stato il primo a partire sulla terribile rampa finale, rendendo impossibile a chiunque di superarlo. Buone prove anche se non super per il duo Liquigas Cannondale , Ivan Basso e Vincenzo Nibali. Il vincitore dell’ultimo Giro d‘Italia presentatosi al via con una buonissima condizione ha pagato il disegno del percorso, senza grandi salite e con la crono finale, Ivan ha sfiorato il podio che lo avrebbe ripagato per le prestazioni offerte in corsa, nelle tappe dure nonostante i percorsi adatti agli scattisti è sempre stato tra i primissimi perdendo solo qualche secondo nelle volate conclusive da sempre suo tallone d’achille, ha comunque dimostrato una brillantezza sui brevi strappi vista poche volte negli anni scorsi, a questo punto ipotizzarlo tra i protagonisti nelle classiche delle Ardenne non affatto azzardato. Il vincitore dell’ultima Vuelta Espana dimostra invece un notevole salto in avanti rispetto al Giro di Sardegna, mostrando una costante crescita nelle 3 tappe dura, perdendo qualche secondo a Chieti, rimanendo con i primi a Castelraimondio e attaccando a Macerata. Unica nota negativa la cronometro un po’ inferiore alle aspettative. Buona prova anche per Marco Pinotti (Htc Highroad) sesto nella classifica finale, ha dimostrato di potersela giocare nelle brevi corse a tappe, ha perso forse un po’ troppo solo a Chieti, mentre nelle altre 2 tappe è stato con i migliori o subito a ridosso, provando anche ad attaccare a Castelfidardo. Buona la crono finale che gli ha permesso di risalire posizioni in classifica. Si era presentato al via come il capitano della RadioShack e non ha deluso le attese stiamo parlando di Thiago Machado, giovane portoghese e futura speranza per le corse a tappe del team statunitense, settimo nella generale ha tenuto bene nelle tappe dure terminando in crescendo, unico neo la crono dove avrebbe potuto fare qualcosa in più. Ottima prova anche per Cunego (Lampre Isd) alla fine ottavo, solo perché si è messo a disposizione di Scarponi, ha dimostrato di essere molto brillante in salita piazzandosi secondo sia a Chieti che a Castelraimondo. In più ha dimostrato anche una grande umiltà sacrificando le proprie ambizioni per aiutare Scarponi a Macerata o agendo da stopper a Chieti. Non ha mai sbagliato i tempi delle sue azioni. Sembra tornato quello del 2008, per le classiche possiamo ben sperare. Da promuovere anche se non a pieni voti la prova di Phillippe Gilbert (Omega Pharma), presentatosi al via con una grande condizione forse non ha creduto troppo alla possibilità di fare classifica concentrandosi invece sulle singole tappe. A Castelraimondo ha compiuto un piccolo capolavoro con una straordinaria volata, mentre a Chieti ha pagato lo sforzo quando ha deciso di seguire Scarponi. Alla Sanremo un suo tentativo e praticamente sicuro. Nonostante sia finito fuori dalla top 10 e non abbia vinto nessuna tappa, promosso Giovanni Visconti (Farnese Vini), il campione italiano pur non essendo tra i favoriti per la vittoria finale si è preso le sue responsabilità facendo tirare i compagni, a Chieti e a Castelraimondo ha perso contatto dai migliori ma a Macerata ha sfiorato il successo, correndo anche con intelligenza e partendo al momento giusto, trovando però un Evans che già conosceva l’arrivo. Torna a farsi vedere con i migliori Danilo Di Luca (Katusha) dopo un buon Challenger Maiorca e un Giro di Sardegna di “assestamento” torna a brillare il killer di Spoltore che nelle tre tappe dure è sempre con i primi o immediatamente a ridosso. A Chieti davanti alla sua gente “risorge” il vecchio Danilo quello tutto grinta e scatti e pazienza se gli manca ancora qualcosa ma è assolutamente normale e giusto che sia cosi, se da adesso i poi non sbaglierà più il mondo del ciclismo sarà contento di aver ritrovato un protagonista. Tra i possibili protagonisti della Sanremo promosso Tyler Farrar (Gramin Cervèlo) capace di vincere con una certa scioltezza in quel di Indicatore e di piazzarsi alle spalle di Haedo a Perugia, il suo ruolo alla Sanremo sarà da valutare vista la presenza in squadra di Hushovd al quale potrebbe restituire il favore e di Haussler uscito bene dalla Parigi – Nizza. Promosso anche il campione del mondo Thor Hushovd aiuta come un gregario qualsiasi Farrar in volata, a Perugia praticamente da solo spezza il gruppo con la sua accelerazione nell’ultimo km, una condizione da far invidia per la Sanremo dove potrebbe non aspettare solo la volata. Degna di nota la prestazione di Juan Jose Haedo (Saxo Bank) terzo e primo nelle uniche 2 volate disputate, per la Sanremo potrebbe essere una sorpresa. Buona prova anche per Petacchi (Lampre Isd) che inizia a superare i problemi di salute che lo hanno condizionato ad inizio stagione, il secondo e il quarto posto nelle 2 volate gli danno la fiducia necessaria per Sanremo dove conta di essere tra i protagonisti. Chi ha dimostrato di avere tutte le sue carte da giocare per la Sanremo è Fabian Cancellara (Leopard Trek) che abbandonate le velleità di classifica nella tappa del Sassotetto, nella crono finale ha dimostrato che nella classicissima si dovranno fare i conti con lui. Tutti gli altri possibili protagonisti della prossima Sanremo hanno giocato a nascondino come Freire che lo fa da anni, senza dimenticare Pozzato, Boonen e Ballan sacrificatosi per Evans, inseriamo tra i rimandati anche Bennati (Leopard Trek) anche se le sue prestazioni indurrebbero ad una bocciatura, ma ci piace credere che si sia ispirato a Freire. Sarebbe da bocciare anche Cavendish (htc Highroad) ma anche per lui l'appuntamento è alla Sanremo e dunque giudizio rimandato a sabato. Bocciato Robert Gesink (Rabobank) secondo per soli 11” , di solito un corridore che sfiora la vittoria va tra i promossi ma viste le credenziali con cui si era presentato al via e l’andamento della cronosquadre era diventato il favorito numero 1 della corsa, però lo scalatore olandese ha deluso nelle tappe più dure dove è rimasto con i migliori solo a macerata, perdendo invece 12” a Chieti e 17” a Castelraimondo. Come ha dimostrato nella crono aveva la possibilità di vincere ma ha pagato dazio in salita, ok che rispetto all’Oman, qui alla Tirreno c’erano tanti scalatori ma era lecito aspettarsi un Gesink diverso. Tirreno Adriatico deludente anche per Stefano Garzelli (Acqua e Sapone) partiva col numero 1 e benché non fosse tra i favoriti ci si aspettava qualcosa in più dal varesino, a cui non può bastare il settimo a Macerata per essere tra i promossi, certamente l’infortunio sul finire della scorsa stagione lo ha rallentato ma adesso che è sempre più il capitano dell’Acqua e Sapone è chiamato a qualche risultato di prestigio prima della partenza del Giro d’Italia. Lontano parente di quello ammirato allo scorso Giro d’Italia è David Arroyo (Movistar), certo il suo obiettivo è un buon piazzamento al Giro ma al momento sembra molto lontano dalla miglior condizione. Assolutamente deludente Joaquin Rodriguez (Katusha) mai con i primi, l’impressione e che non ci abbia nemmeno provato, ma vedere un corridore del suo calibro staccarsi da un numero troppo elevato di corridori non fa bene al ciclismo, al momento nettamente più indietro dei rivali che dovrebbe ritrovare al Giro d’Italia, stesso discorso per Andy Schleck (Leopard Trek) ancora una volta in corsa solo per fare numero e pensare che madre natura lo ha dotato di un grandissimo talento. |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Marzo 2011 18:21 |

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