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TDU: Va in scena il William Clarke Show PDF Stampa E-mail
Scritto da Vincenzo Piccirillo   
Mercoledì 18 Gennaio 2012 09:19

Il corridore australiano si è imposto dopo essere stato in fuga per tutta la tappa. Kohler conquista la maglia di leader.

Nella seconda frazione del Tour Down Under la Lobethal - Stirling 148km, c’è stato il successo a sorpresa di William Clarke (Unisa) che si è imposto dopo una lunghissima fuga, cominciata in pratica al km 1. Alle sue spalle con un ritardo di 1’o2” è giunto il gruppo che è stato regolato da Michael Matthews (Rabobank). Terzo posto per Simon Gerrans (GreenEDGE), quarto il rientrante Alejandro Valverde (Movistar). 

La tappa tutto sommato adatta ai velocisti, nel finale presentava qualche insidia che evidentemente ha impaurito il gruppo, con tante squadre che non se la sono sentita di tirare tutto il giorno e poi vedere il loro uomo veloce in difficoltà sul traguardo di Stirling, posto dopo una salitella di circa 1 km. Questa circostanza ha favorito l’eroe di giornata, William Clarke (Unisa) che è scattato appena dopo 1 km, in pratica appena è cominciata la corsa, a lui si è subito accodato Martin Kohler (Bmc), in fuga anche ieri e a caccia di secondi d’abbuono per la classifica generale e di punti per la classifica degli sprint.

Il gruppo subito lascia fare, un po’ perchè siamo all'inizio della stagione e un po’ perché non ritiene pericolosi i 2, che in pochi km vedono il loro vantaggio salire ad oltre 10’. A questo punto c’è stata la prima reazione del gruppo che al km 60 ha già dimezzato lo svantaggio, con il destino dei 2 che sembra segnato. Dei 2 il più motivato è Clarke, mentre Kohler, cerca di risparmiare energie per rimanere in gruppo nel momento del ricongiungimento. Nonostante questo i 2 vanno di comune accordo e la logica vuole che Clarke passi primo sul Gpm, e Kohler ai 2 sprint intermedi e guadagni i 6” di abbuono, conquistando quindi non solo virtualmente la testa della classifica.

Dopo il secondo sprint, ad 80 km dalla conclusione Kohler, comincia a saltare qualche cambio e Clarke decide di attaccare, lo svizzero già soddisfatto di quanto fatto e convinto che il tentativo non andrà a buon fine si rialza e si lascia riassorbire dal gruppo. Un grave errore di valutazione che alla fine gli costerà non solo la possibilità di giocarsi al tappa ma forse anche quella di vincere la classifica finale.

A questo punto il gruppo si rilassa, in pratica si ferma e nei 15 km che impiega a riprendere lo svizzero della Bmc vede il suo svantaggio salire incredibilmente sopra gli11 minuti. Quando Clarke passa per la prima volta sotto il traguardo di Stirling a 66 km dalla conclusione il suo vantaggio è di 11’40”. Dietro non c’è nessuno che prenda decisamente in mano l’inseguimento ed è solo la Movistar a forzare il ritmo con Madrazo e Moreno, ma il loro forcing non ha sortito gli effetti sperati con Clarke che al secondo passaggio a 44 km dalla conclusione aveva ancora un margine di 10’30”, vantaggio che è anche aumentato nel corso del passaggio. A questo punto il gruppo si è impaurito ed ha reagito con decisione.

In testa si è portata la GreenEDGE che anche oggi è stata la più attiva nell’inseguimento, il forcing degli australiani ha sortito gli effetti sperati, anche se fino ad un certo punto, col vantaggio che scendeva sensibilmente, all’ultimo passaggio, quindi a 22km dall’arrivo, Clarke aveva 9’ di vantaggio. Minuti scesi prima a 6 ai – 14, e 4 ai -10. A questo punto per il corridore australiano è cominciata una lunga lotta non solo contro il gruppo ma anche contro se stesso, visto che la fatica ha cominciato a farsi sentire tutta.

Il lavoro della GreenEDGE rimane nelle gambe di parecchi velocisti e cosi il gruppo si assottiglia, in pratica tutti gli sprinter puri perdono contatto, in gruppo rimangono solo quei velocisti avvezzi alle salite come Freire o Haussler, l’unico che tra gli sprinter puri a resistere è Andrè Greipel, che non vuole perdere la maglia di leader. Cosi è la sola Movistar ad aiutare nell’inseguimento. La lunga rincorsa del gruppo però si rivelerà vana con Clarke che mantiene poco più di un minuto di vantaggio fin sulla linea del traguardo. Il gruppo è regolato come detto da Michael Matthews (Rabobank) vincitore qui lo scorso anno. Terzo posto per Simon Gerrans (GreenEDGE), quarto il rientrante Alejandro Valverde (Movistar) che dimostra di poter dire ancora la sua nonostante i 2 anni di stop. Quinta piazza per uno dei delusi della giornata, Edvald Boasson Hagen (Sky) che partiva coi favori del pronostico. Sesto Oscar Freire (Katusha), settimo Greg Van Avermaet (Bmc), ottavo Luke Roberts (Saxo Bank). Nono Gerald Ciolek (Omega Pharma-QuickStep), chiude la top ten Heinrich Haussler (Garmin). Prova opaca per gli italiani con i soli Caruso e Paolini (Katusha); Ballan (Bmc), Sabatini e Canuti (Liquigas), Selvaggi (Vacansoleil) e Bennati (RadioShackNissan) a chiudere in gruppo.

Vedendo l’ordine d’arrivo si intuisce come la corsa sia stata tirata ed il finale sia stato duro, visto che in pratica nei primi 10 di velocisti puri non ne troviamo, sembra più l’ordine d’arrivo di una classica.

In classifica Martin Kohler grazie agli abbuoni scavalca Greipel e guida con 2” sul tedesco. Terzo posto per Matthews a 4”. E’ più indietro Clarke che ieri dopo il tentativo ai – 3 aveva perso contatto dal gruppo.

Per Clarke si tratta del successo della vita, tanto più che questo è il suo primo successo tra i professionisti. Classe 1985 sta correndo il Tour Down Under con la selezione Australiana, in quanto al sua squadra la Champion System (si proprio loro i cinesi che erano in corsa per una wild card al Giro). E’approdato al ciclismo europeo nel 2010, quando ha corso come stagista nella Ag2r. Lo scorso anno ha corso per la Leopard, che non lo ha confermato per questa stagione.

A fine gara il corridore australiano non è riuscito a trattenere la propria gioia come riporta il sito ufficiale della corsa “E’ davvero incredibile. Questa è la vittoria più grande della mia carriera. E’ la mia prima vittoria nel WorldTour. Sapevo che la mia forma era buona ma questo è incredibile”. In merito al comportamento di Kohler che preferito rialzarsi dice "Probabilmente avrà pensato che non valeva la pena tirare con il gruppo che ci inseguiva. Negli ultimi 10 km stavo morendo”.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Gennaio 2012 11:08
 

In Giro con Balloni

 

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