

| A tu per tu con Diego Ulissi |
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| Mercoledì 25 Agosto 2010 21:48 |
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Abbiamo intervistato Diego Ulissi, giovane promessa della Lampre che al Giro del Veneto sarà impegnato con la nazionale sperimentale del c.t. Paolo Bettini, suo concittadino.
Allora, Diego, come stai?
Sto bene, grazie. Il mio primo anno da prof sta passando velocissimo e bene e per questo sono contento.
Soddisfatto della stagione in corso?
Sono molto soddisfatto della mia stagione. Diciamo che nei primi mesi ho dovuto un po’ capire come funzionava ‘ questo mondo, poi già al giro di svizzera sono andato molto bene e nell’ ultimo periodo ancora penso di aver dimostrato ottime cose.
Parlaci un po’ di Diego Ulissi, che tipo di corridore sei?
Diego Ulissi è un corridore che va forte su percorsi impegnativi. Preferisco le salite lunghe a quelle fatte di potenza. Mi trovo bene nelle corse a tappe in quanto ho un ottimo recupero, comunque posso far bene in certe gare di un giorno selettive.
Quando e perché hai iniziato a correre in bicicletta?
Ho iniziato a correre all'età di 6 anni. Mio padre correva in mountain bike,seguendo lui mi sono appassionato. Ho iniziato cosi per gioco ed ora è diventato il mio lavoro.
Qual è il tuo rapporto con il ciclismo?
Il mio rapporto con il ciclismo è ottimo: è il mio lavoro e lo svolgo con massima serietà e impegno.
Qual è la corsa dei tuoi sogni?
E’ il Giro D'Italia, spero il prossimo anno di parteciparvi, come esperienza, e poi in futuro cercare di fare bene. Un'alta gara che mi piace moltissimo è la Liegi Bastogne Liegi.
Chi sono stati i tuoi idoli, sportivi e non?
Il mio idolo sportivo è stato Miguel Indurain campione di umiltà e professionalità nel ciclismo e fuori.
Il pubblico ha imparato a conoscerti dopo la tua doppia affermazione nel Mondiale Juniores (2006 e 2007), qual è il tuo ricordo di quelle due giornate?
Due giornate indimenticabili, sono state due emozioni differenti. Il primo Mondiale inaspettato: all'arrivo ero incredulo. Nel secondo partivo da favorito: è stata una bella lotta con i miei compagni di nazionale sin da ultimo, alla fine l'ho spuntata io ma è stata una grande soddisfazione personale e di squadra.
Daniele Ratto, che nel 2007 in Messico è arrivato dietro di te nella corsa in linea, ha già ottenuto la prima vittoria tra professionisti, invidioso?
Invidioso di che cosa? Ho fatto delle grandi corse da protagonista anche in gare Pro Tour, ognuno ha il suo percorso nel mondo del professionismo. Io penso che ha 20 anni vincere una gara in più non ha importanza,quello che è più importante è una crescita regolare per poi arrivare all'età che conta e dare il meglio di se stessi.
Il tuo luogo di nascita, Cecina, rende obbligatorio il paragone con Paolo Bettini, quanto assomigli al “grillo”?
Onestamente non so quanto assomiglio a Paolo parlando delle caratteristiche in corsa. Da lui sicuramente devo prendere spunto per come a segnato la sua carriera. E' diventato un grande campione non so se riuscirò un giorno a fare quanto a fatto lui, se riuscirò ad avere l'umiltà, il carisma e il farsi voler bene in gruppo come ha fatto Paolo sicuramente riuscirò a far bene.
Nel 1989 siete nati tu, Ratto, Balloni, Viviani e Apollonio, solo per fare alcuni nomi. Riuscirete voi ragazzi dell’’89 a far superare al ciclismo italiano il momento difficile che sta attraversando?
Innanzitutto il ciclismo italiano, secondo me, non sta avendo un momento di crisi; certamente da quando Paolo ha smesso di correre è venuto a mancare un punto fondamentale, però ci sono molti campioni che sicuramente in questi anni faranno vedere grandi cose; per quanto riguarda noi giovani speriamo di crescere e di rimpiazzare un giorno i campioni di ora.
Quest’anno, dopo un inizio stagione difficile, sei esploso facendo vedere ottime cose al Giro di Svizzera, al Brixia Tour e al Giro di Polonia. A cosa erano dovute le iniziali difficoltà?
A inizio anno non ci sono state difficoltà particolari, dovevo solo capire come funzionava il nuovo mondo dei professionisti; poi venivo da un 2009 altalenante per la mononucleosi quindi non sono riuscito a fare l'anno completo. Con un po’ di corse nelle gambe sono riuscito a trovare la miglior condizione e adesso punto a tenerla fino a fine stagione.
Quali sono le differenze fondamentali tra la categoria dilettanti e il professionismo?
Le differenze maggiori nel passaggio sono sicuramente il chilometraggio e poi i ritmi sono ben diversi.
Chi ti ha impressionato di più tra tutti i grandi campioni incontrati durante questa stagione?
Non c'è stato uno che mi ha impressionato però ritrovarsi a correre con tanti campioni così è stata una bella emozione.
Sei stato inserito nella nazionale sperimentale per il Giro del Veneto del 28 agosto. Qual è il tuo rapporto con la maglia azzurra, che hai indossato così spesso?
Il mio rapporto con la maglia azzurra è ottimo. Ho veramente bei ricordi con questa maglia, sono pronto anche quest'anno e negli anni futuri a dare il mio contributo alla nazionale.
Pensi che ci sia la possibilità che tu venga convocato per il Mondiale di Melbourne, magari come riserva?
Io cerco di fare del mio meglio di gara in gara. Avere un posto, anche come riserva, al prossimo mondiale sarebbe un sogno.
Molti corridori italiani stanno scegliendo squadre straniere. Se in futuro ti si presentasse l’opportunità di andare a correre all’estero accetteresti?
Non mi pongo questo problema perchè sto bene dove sono ora: alla Lampre.
Ecco delle domande che abbiamo proposto anche agli altri intervistati: chi scegli tra Contador e Andy Schleck?
Preferisco Schleck ci ho scambiato qualche parola al Giro di Svizzera mi sembra un bravo ragazzo.
Tra Cavendish e Petacchi?
Questa è scontata. Alessandro è una grande persona oltre ad essere un grande campione e un grande compagno di squadra. E’ un punto di riferimento per noi giovani che dobbiamo crescere.
E tra Riccò e Nibali?
Riccò non lo conosco molto, Nibali è una persona molto apprezzata in gruppo.
Chi è, secondo te, il giovane corridore italiano più forte?
Su certi percorsi Diego Ulissi.
Qual è il tuo prossimo obiettivo per la stagione in corso?
Continuare a fare ulteriori esperienza e se capita levarsi delle belle soddisfazioni.
Grazie e in bocca al lupo per il prosieguo della stagione e della carriera.
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