

| Pasquale Muto “ Finora ho perso tanto tempo” |
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| Venerdì 30 Luglio 2010 15:28 |
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Muto si sta preparando per un gran finale di stagione. Pasquale Muto è nato a Napoli il 24 maggio del 1980, oggi è il maggior esponente del ciclismo napoletano, come tanti ragazzi del Sud Italia per sfondare nel mondo del ciclismo è dovuto emigrare al Nord, ma una volta passato professionista nel 2004, ha deciso di tornare a vivere a Casoria, il paese dove è cresciuto, in provincia di Napoli, per dimostrare che si può fare il ciclista professionista anche vivendo a Napoli. Tra i professionisti ha sempre corso con la Miche con la quale ha ottenuto 2 vittorie, una al Giro di Bulgaria nel 2007 e l’altra lo scorso anno al Giro di Slovacchia, quest’anno nelle corse a cui ha partecipato è sempre stato tra i protagonisti piazzandosi spesso tra i primi 10, l’ultimo piazzamento prestigioso è stato il secondo posto nella tappa del Brixia Tour con arrivo in salita a Cima Poffe. Pasquale al momento non è ancora riuscito a mostrare tutte le sue potenzialità, però sta migliorando costantemente il proprio rendimento e meriterebbe una chance in una squadra più importante senza nulla togliere alla Miche che è tra le migliori squadre Continental ed è nel ciclismo da tanti anni, che gli consentisse di misurarsi nelle corse più importanti. Muto è pronto ad un gran finale di stagione a partire dal prossimo Trofeo Matteotti che è un po’ la sua corsa. Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti? “Matteotti, Tour dei Pirenei, trittico lombardo,Melinda e giro del Veneto”. Con quali ambizioni parteciperai? “Posso puntare a vincere,sono in forma e ora mi manca solo la vittoria!!! ”. Ci racconti cosa è successo nella cronometro al Brixia Tour ? “Mah ! C’era una freccia che indicava a destra, la macchina del direttore corsa ha girato, la polizia ha girato, cosi anche noi abbiamo girato, purtroppo non era una freccia del Brixia Tour quindi ci siamo trovati fuori percorso, alcuni di noi ha subito capito l’errore ma era tardi, anche perché se noi continuavamo diritto nel percorso ufficiale ci trovavamo a traffico aperto!Comunque è andata così, vuol dire che doveva andare così”. Al Brixia hai fatto cose importanti, il podio era alla tua portata? Senza l’episodio della crono? “Penso proprio di si anche perché a Poffe l’ho dimostrato, poi sul Maniva non avevo nulla da perdere e ho provato ad andare dietro Pozzovivo e li mi sono un po’ cotto, ma se fossi stato in lotta per il podio avrei corso diversamente, poi metti caso che la “sfortuna”nella crono capitava alla Csf anziché a noi a Poffe ero in maglia e….. non so se poi la perdevo”. Il Trofeo Matteotti che si corre domenica 1° Agosto è un po’ la tua corsa, ti piazzi spesso tra i primissimi, è un caso (nel senso che in questo periodo della stagione sei in ottima forma) o perché la corsa ti piace particolarmente? “Entrambe le cose, è una corsa a cui tengo particolarmente un po’ perché arrivano tutti i miei sostenitori un po’ per il periodo, ma soprattutto il percorso e fatto su misura!!! “. Non tutti conoscono le tue caratteristiche, che corridore sei? “Prese le dovute valutazioni, somiglio al nostro CT Paolo Bettini”. Hai ottenuto 2 vittorie in carriera uno in Slovacchia e uno in Bulgaria, quale ti è piaciuto di più? “Quello in Slovacchia”.
La vittoria in Slovacchia nel 2009 Quest’anno hai ottenuto tanti piazzamenti tra i primi 10, cosa ti è mancato per ottenere il successo? “Un po’ di fortuna e un pizzico di volata in più”. Visto che quest’anno nelle corse a cui hai partecipato sei sempre stato tra i primi, non credi di poter aspirare ad una squadra che ti permetta di correre su palcoscenici più importanti? “No comment”. Sei soddisfatto della tua carriera fin qui o avresti potuto ottenere di più? “Ho perso molto tempo, anche perché da dilettante ero tra i migliori!!! “. Alle corse in cui vi invitano, siete sempre tra i grandi protagonisti voi della Miche, in particolare tu, Baliani e Niemec, non vi da fastidio non essere invitati alle corse più prestigiose? “Direi di si”. A proposito di inviti, quale credi sarebbe il modo più giusto per invitare le squadre alle corse a tuo avviso? “Il punteggio e il valore sportivo delle squadre”. Per gli allenamenti hai un preparatore personale, o ti alleni a sensazione? “Io sono il preparatore di me stesso, chi meglio di me mi può ascoltarmi”. Ci racconti una settimana tipo dei tuoi allenamenti? “Sai noi della Miche non facciamo gare di primo piano ma corriamo spesso, quindi non mi alleno molto, comunque, divido la mia preparazione in triplette: potenziamento, distanza e recupero”. A proposito di allenamenti, visto che ti alleni in Campania, conosci la salita di Rifugio Calvanico, in provincia di Salerno? Si dice che sia molto dura quasi uno Zoncolan del Sud Italia, lunga 7.8km ha una pendenza media del 13%, con gli ultimi 5 che non scendono mai sotto il 16%. “Già solo per il fatto di allenarsi e vivere a Napoli, mi dovrebbero premiare! No non conosco questa salita, ma conosco quella di Camposauro che si avvicina tantissimo a questi numeri”. Quest’anno all’inizio con voi alla Miche c’era anche Rasmussen ci racconti qualcosa di lui? “Fino a quando lui ha corso con la Miche ero suo compagno di camera, anche ora mi capita di sentirlo telefonicamente, posso dire semplicemente che è uno dei pochi che ha staccato Contador in salita”(nella 16esima tappa del Tour 2007, con arrivo sull’ Aubisque, inflisse a Contador un distacco di 35 secondi ndr).
In compagnia di Rasmussen e altri compagni di squadra. Credi possa tornare quello di un tempo? “Non so”. Avete mai parlato della sua esclusione dal Tour? “Più di una volta mi e capitato di parlarne”. Il tuo idolo o il ciclista a cui ti sei ispirato? “Indurain era un signore”. Attualmente un corridore che stimi particolarmente? “Rispetto e stimo tutti i miei colleghi”. Il ciclista più forte che hai visto in azione? “Ullrich”. La corsa che ti ha fatto più male? “La crono di mercoledì non mi ha fatto bene!!! ”. Al Tour, ha vinto il più forte? “Penso di si”. Che pensi della tappa di Spa in cui il gruppo è stato “fermato” da Cancellara, per aspettare i propri capitani? Mentre il giorno successivo non appena c’è stata la caduta ha attaccato a fondo con Andy Schleck? “Non ho visto quella tappa”. Ha fatto bene Contador ad attaccare quando Schleck ha avuto problemi alla catena? “Si la corsa è corsa”. A livello di doping, si stanno facendo passi avanti, credi che siamo sulla strada giusta? “Penso di si”. Dal prossimo anno il passaporto biologico sarà obbligatorio per tutte le squadre, credi che questo visto gli elevati costi che comporta, possa mettere ancora più in difficoltà, le piccole squadre che faticano ad andare avanti, anche perché non hanno grandi vetrine? “Io penso che chi spende pretende….. quindi un punto di equilibrio bisognerà trovarlo”. Favorevole ai ritorni dopo le squalifiche? “No”. Sei uno dei pochi professionisti napoletani in tutto quanti siete? “Penso che ormai di napoletani siamo rimasti solo io e Commesso” (ci sono anche Ferrara Carmioro Ngc e Illiano (Corratec) ndr). Possiamo dire che ormai sei il punto di riferimento del ciclismo napoletano, questo ruolo ti pesa o è un piacere? “Mi diverte” Ormai sono anni che un ciclista napoletano non vince corse di primo livello, l’ultimo è stato Commesso capace di vincere 2 campionati italiani, e 2 tappe al Tour, c’è qualche giovane ciclista napoletano che promette di poter esprimersi ai massimi livelli? “Purtroppo dietro di me ora nei dilettanti non vedo molto, c’è Cesaro che e passato quest’ anno alla Miche, altrimenti si deve fare un salto nei junior per trovare qualcosa di interessante”. A differenza di tanti quando sei passato tra i professionisti sei tornato a vivere a Napoli, perche? “Perché a Napoli ho la famiglia e per me e la prima cosa, poi viene il resto, poi lo fraccio anche per dimostrare che si può correre tra i professionisti anche vivendo qui”. Quante difficoltà trova un ciclista professionista come te, a Napoli? “Abbastanza! Delle volte mi devo trattenere fuori per settimane intere tra una corsa e l'altra”. Raccontaci qualche episodio particolare che ti è capitato in corsa ? “Al GP Kanton Aargau Gippingen nel 2005 in Svizzera, Ullrich 2° (battuto da Moos ndr) e io 4° a 17”, quando ero alla sua ruota in salita mi venne da pensare che quando lui vinse il Tour (nel 1997) io ero ancora tra gli junior!!! ”. Com’è nata la tua passione per la bici? “Grazie ad un cugino che correva in bici”. Il tuo miglior amico nel mondo del ciclismo? “Toni D’Aniello ma ha smesso lo anno scorso, ora mi trovo bene con Cesaro “(suo compagno di squadra ndr).
Col suo amico D'Aniello alla Route du Sud 2009 Anche tu come tutti i ragazzi del sud sei dovuto emigrare al nord per sfondare nel mondo del ciclismo? Ci racconti la tua trafila per arrivare tra i professionisti? “Ora ho 30 anni e di trafila ne ho fatta tantissimo, potrei scrivere un libro!! Facciamo un'altra volta”. Per chiudere la corsa dei tuoi sogni? “Il giro”. Per chi volesse avere ulteriori notizie sulla carriera di Pasquale può consultare il suo sito internet www.pasqualemuto.com |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Maggio 2011 20:08 |

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