

| Archiviazione per Vania Rossi |
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| Written by Giuseppe Girolamo |
| Thursday, 29 July 2010 16:39 |
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La mamma accusata, adesso dovrebbe essere riabilitata ed avere le scuse
Si è chiusa con l’archiviazione la vicenda legata a Vania Rossi, l'ex compagna di Riccardo Riccò (dal loro idillio è nato il piccolo Alberto, che ha poco più di 1 anno). La ciclocrossista era risultata positiva in prima istanza, al CERA (la stessa sostanza che inguaiò il compagno Riccardo al Tour 2008, e fu questa amara coincidenza che fece avere, al tempo, una certa eco alla cosa) in occasione del tricolore di ciclocross di gennaio. Vania si è sempre professata innocente e i fatti le hanno dato ragione. Le controanalisi sconfessarono l’esito del primo test, la Procura ha dunque archiviato il tutto. Probabilmente con certa amarezza, perché è evidente che nell’occasione la macchina antidoping del caso, non ha funzionato. Meriterebbe forse 2 anni di squalifica proprio lei, la macchina antidoping, per la grave negligenza commessa. Con grave danno di immagine patito, almeno a caldo, dall'atleta. I giorni, che seguirano la notizia della positività, Rossi fu accusata delle peggiori colpe. All'epoca dei fatti, il figlio, aveva pochissimi mesi e venivano allattato dalla mamma. Questo scatenò una caccia furibonda e crudele verso la 27enne. Adesso i detrattori, dovrebbero aver il coraggio di chiedere scusa. Troppo facile accusare ciclisti, quando questi commettono degli errori. Giusto che sia così. Il caso di Rossi, insegna però, a non giudicare sino a quando non è comprovata la reale colpevolezza e chi accusa ingiustamente, dovrebbe ave il pudore di dare delle scuse. |

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