

| A tu per tu con Fabrizio Lucciola |
|
|
|
| Thursday, 29 July 2010 07:36 |
|
Da oggi, ogni settimana, potrete trovare su Cyclingworld una nuova intervista con un giovane corridore italiano. Iniziamo con Fabrizio Lucciola, classe 1986, neoprofessionista della Ceramiche Flaminia - Bossini Docce. Gli abbiamo chiesto un po' di tutto. Non vi resta che entrare e scoprirlo...
Allora, Fabrizio, come stai?
Ciao...insomma ho fatto il Brixia Tour ma ho corso con la febbre e quindi non ho potuto esprimermi al meglio. Comunque l'ho portato al termine aiutando anche i miei compagni di squadra. Adesso sto già molto meglio
Soddisfatto della stagione in corso?
Sì dai sono contento di far parte della Ceramica Flaminia anche se quest'anno sto correndo un po’ a singhiozzo: finora ho corso due, tre corse vicine e poi per un mese, anche per un mese e mezzo, fermo. Ogni volta ho dovuto iniziare tutto quasi da zero. In questo modo è difficile trovare il giusto ritmo e il colpo di pedale! Purtroppo il primo anno la maggior parte è cosi, devi fare la gavetta! Nelle corse che ho disputato, comunque, mi sono sempre comportato bene, sono andato spesso in fuga cercando anche di avere un po’ di visibilità.
Parlaci un po’ di Fabrizio Lucciola, che tipo di corridore sei?
Fabrizio Lucciola è un corridore che ha le caratteristiche di un passista-scalatore che se la cava bene nelle corse a tappe e nelle gare dove ci sono salite lunghe.
Quando e perché hai iniziato a correre in bicicletta?
Ho iniziato a correre nel 1993 all'età di 7 anni praticamente da giovanissimo, da G1, innamorandomi di questo sport vedendo il Giro d'Italia e Tour de France alla tv.
Qual è il tuo rapporto con il ciclismo?
Il ciclismo ormai lo considero come lavoro, ma, allo stesso tempo, anche un divertimento perchè si gira tanto scoprendo sempre posti nuovi e poi stare sempre a contatto con la natura mi da il senso di libertà
Qual è la corsa dei tuoi sogni?
La mia corsa preferita, come per ogni corridore italiano, resta sempre il Giro d'Italia poi
Chi sono stati i tuoi idoli, sportivi e non?
Il mio idolo resta e resterà uno solo,il grande Marco Pantani. Lui sì che faceva emozionare veramente le persone, sportivi e non.
Hai passato ben cinque anni nella categoria dilettanti, cosa ti hanno dato?
I cinque anni nei dilettanti mi hanno insegnato molto sia come crescita mentale che fisica,infatti anno dopo anno ho raccolto sempre qualcosa in più.
Tra i tuoi ex-compagni nei dilettanti ci sono Davide Bonuccelli e Alex Ardila Cano, due corridori che sembravano dei predestinati, ma che, per motivi diversi, hanno avuto parecchi problemi nei primi anni di professionismo. Come si spiegano le tante difficoltà che molti giovani corridori, spesso molto forti, hanno per passare al professionismo?
Mah...Davide Bonuccelli è sempre andato forte nei dilettanti poi ha avuto la possibilità di passare con la stessa Ceramica Flaminia due anni fa ma è stato coinvolto in un'inchiesta sul doping quindi ha dovuto ripartire da zero, però credo che tra breve tempo si toglierà anche lui delle belle soddisfazioni. Alex Cano,invece, non l'ho più sentito dal 2006 quando eravamo compagni nella Maltinti Lampadari insieme a Bonuccelli. Alex era un vero talento tanto è vero che andò a fare quell'anno un test con la Quick Step in Belgio e gli dissero che era un fenomeno ma poi non lo ingaggiarono. Comunque so che attualmente corre con una Continental colombiana e che non va tanto male.
Quali sono le differenze più grandi tra il mondo dei dilettanti e quello del professionismo?
Le differenze tra i dilettanti e i professionisti a mio parere sono: innanzitutto il chilometraggio molto più lungo, i cambiamenti di ritmo sono micidiali, quando menano non si fermano più fino al traguardo e poi sei a competere con i grandi campioni!
Da poco hai iniziato a pedalare in mezzo ai grandi del ciclismo. Chi ti ha impressionato di più?
Mi hanno stupito in tanti ma, in particolare, Riccardo Riccò che, tra l'altro, è mio compagno alla Ceramica Flaminia che possiede una grinta e una determinazione pazzesca. Quando dice una cosa è quella è. Poi naturalmente il campione del mondo Cadel Evans che solo a guardare quella maglia che ha addosso mi è venuta la pelle d'oca.
Credi che Riccò cambierà squadra per fare la Vuelta?
Non so se lo farà, sono cose personali e sarà lui a decidere quale sarà il suo avvenire, l'unica cosa che posso esprimere è che la Ceramica Flaminia gli ha dato una grande possibilità di tornare tra i grandi del ciclismo. Resta solo il rammarico che purtroppo la squadra non è stata invitata al Giro d'Italia perchè aveva tutte le carte in regola per prendere parte alla corsa!
Chi scegli tra Contador e Andy Schleck?
Guardando l'ultimo Tour de France sceglierei più Andy Schleck che Alberto Contador perchè ha lottato fino al fine pur di vincerlo, poi se non ci fosse stato quel salto di catena se la giocavano diversamente. Penso che l'anno prossimo Contador debba stare molto attento perchè Schleck migliora ogni anno.
Tra Cavendish e Petacchi?
Petacchi e Cavendish sono due grandi campioni, Petacchi perchè anche se ha una certa età è capace di vincere ancora e poi al Tour ha meritato abbondantemente la maglia verde. Cavendish nonostante sia ancora giovane è attualmente lo sprinter più forte al mondo, e lo sarà per tanti anni!
Chi è, secondo te, il giovane corridore italiano più forte?
Vedendo gli ultimi risultati penso che sia Felline. Ha dimostrato di avere importanti qualità, se viene gestito bene ne sentiremo parlare a lungo.
Qual è il tuo prossimo obiettivo per la stagione in corso?
Il mio prossimo obiettivo è quello di disputare la maggior parte delle gare del calendario italiano sperando di farmi notare alla meglio e per fa capire che non sono a competere con i grandi campioni solo per caso!
Grazie e in bocca al lupo per il prosieguo della stagione e della carriera.
Grazie,crepi il lupo!
|
| Last Updated on Thursday, 15 September 2011 14:08 |

Copyright © 2009 cyclingworld.it. Giornale indipendente del ciclismo. Tutti i diritti riservati. Non duplicare o ridistribuire in nessuna forma.
Comments