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Tiralongo a Cyclingworld.it “Sono un gregario e mi piace farlo” PDF Print E-mail
Monday, 21 June 2010 16:44

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Tiralongo è pronto ad aiutare Contador a vincere il prossimo Tour de France.

Paolo Tiralongo è nato ad Avola, una cittadina in provincia di Siracusa, l’8 Luglio 1977, passato professionista nel 2000 con la Fassa Bortolo, lo scalatore siciliano negli anni ha trovato il ruolo più adatto per se nel mondo del ciclismo, quello di gregario, del gregariato ne ha fatto quasi una missione, tanto da essere considerato uno dei migliori al mondo, al pari di Bruseghin e Szmyd, altri 2 che mettono la squadra prima di tutto, dopo 4 anni al servizio di Cunego, ora è passato all’Astana dove metterà la propria esperienza e la propria forza a disposizione del numero uno al mondo nelle corse a tappe Alberto Contador, col passare degli anni è migliorato a tal punto da riuscire ad arrivare ottavo all’ultima Vuelta Espana, quest’anno è stata la sfortuna a d escluderlo da un possibile piazzamento nella top 10 anche al Giro, nonostante i risultati ottenuti lo scorso anno non si è montato la testa ed è pronto a mettersi al lavoro per i propri capitani, probabilmente il suo destino e il suo ruolo sono scritti nel suo cognome Tiralongo, con un cognome del genere non poteva che mettersi in testa al gruppo a tirare lungo i km di salita.

Ti stai allenando per il Tour ?

Si  mi sto allenando, sono a Madrid (da Domenica), dove stiamo facendo un mini ritiro con Contador , stiamo facendo allenamenti di rifinitura in vista del Tour.

Quest’anno vi presentate al Tour con il grande favorito Contador , chi saranno i rivali più difficili da battere?

Al Tour ci saranno molti avversari forti da controllare ad iniziare dai fratelli Schleck, Evans, Gesink, Basso ecc.

A livello di formazioni che credi che sia la migliore tra quelle che si presenteranno al Tour ?

Penso che al Tour qualsiasi squadra schieri la formazione più forte, con i migliori corridori che ha in organico e ognuno di loro credo si sia preparato per far bene al Tour e non venga al Tour per allenarsi o preparare altre gare, come capita spesso nelle altre gare. Il Tour per qualsiasi corridore è una bella vetrina per mettersi in mostra.

Credi che l’Astana che si presenterà al Tour sarà in grado di controllare la corsa, se Contador dovesse indossare la maglia gialla?

Certo, perché no, ancora non so bene quale sarà la formazione esatta, al momento siamo in 7 ad essere sicuri di farlo, tra questi sette ognuno sa svolgere al meglio il proprio compito al 100%, già abbiamo la testa a quello che ci aspetta al Tour.

Con Contador sei andato a provare varie tappe del Tour, qual è la più dura?

Be tra quelle che ho visto io, credo che la più dura sia quella che arriva a Pau, innanzitutto perché è l’ultima tappa dure delle tre che si faranno sui Pirenei, arrivi dopo 2 giorni di salita e si è nella terza settimana, in più i primi 138 km sono tutti un continuo salire e scendere e le salite sono vere, quel giorno devi avere una grande squadra perché dopo per andare all’arrivo ci sono ancora 60km di pianura e non è facile.

Quale credi che possa essere la tappa decisiva?

Oltre a quella di Pau molto importante per la classifica, 2 giorni dopo c’è l’arrivo sul Tourmalet che può fare disastri, comunque anche sulle Alpi c’è sempre da stare attenti.

Come ti prepari per le corse, hai un preparatore personale, o ti segue quello della squadra?

Si, in squadra abbiamo un preparatore che ci segue giornalmente, si chiama Pepe Martin ed è lo stesso che prepara Alberto, con lui mi trovo molto bene, è molto bravo e ti segue meticolosamente in ogni allenamento che fai.

Sei passato da una squadra italiana la Lampre ad una straniera come l’Astana, che differenze hai trovato nel modo di lavorare e di approcciare alle corse?

La differenza che ho trovato è la lingua, in squadra si parlano 2-3 lingue, dallo spagnolo al francese all’inglese, ma alla fine quasi tutti parlano o capiscono l’italiano.

Torniamo un po’ sul giro, innanzitutto hai recuperato al 100% dalla caduta che ti ha visto tuo malgrado protagonista nella sesta tappa ?

Piano, piano sto recuperando, ho ancora qualche fastidio alle costole e alla spalla sinistra, ma ormai sono nella fase di guarigione

Cosa hai pensato in quel momento?

Moralmente ero distrutto, anche perché pensavo ai sacrifici e alle rinunce che avevo fatto nei 2 mesi che precedevano in Giro, però appena in ospedale mi hanno detto che non avevo niente di rotto, la mia testa ha subito iniziato a pensare al tour.

Che ricordi hai della caduta ?

Della caduta ricordo poco, l’unica cosa che ho visto è un corridore dell’Ag2r che scivolava e mi entrava sotto la ruota davanti, da li non ho più capito nulla.                                                                                      

Credi che il Giro sia stato vinto dal più forte?

Si Ivan è andato molto forte, sono molto contento per lui perché è rinetrato da umile e alla fine ha dimostrato chi è il vero Ivan Basso.

Cosa credi sia mancato a Vinokourov, per vincere o salire sul podio? Inesperienza nella corsa rosa o il percorso troppo duro?

A mio avviso Vinokourov è andato fortissimo, anche se per le sue caratteristiche l’ultima settimana era troppo dura per lui, però è tornato a testa alta e ha vinto la Liegi di forza sia fisica che mentale, lui è un duro e lo ammiro perché in corsa ti da una grinta infinita.

Il tuo arrivo all’Astana è stato voluto da Martinelli, o da uno dei 2 capitani ?

La trattativa era già in corso durante la Vuelta, alla fine a volermi in squadra sono stati Vinokourov e Shefer

Non è che dopo la Vuelta avresti voluto diventare il capitano di una squadra, magari anche più piccola con l’obiettivo di fare classifica al giro?

No.. Io sono un gregario e questo mi piace fare, anche se quest’anno al Giro ero il vice di Vinokourov, nell’ultima settimana con le salite che c’erano avrei fatto la mia bella figura, comunque fare classifica nei grandi giri, non mi fa paura, perché sono uno che non cala di rendimento alla terza settimana.

Sei stato dal 2006 al 2009 con la Lampre, uno dei migliori gregari in assoluto perché vi siete separati ?

Dopo 4 anni avevo bisogno di cambiare ambiente, anche se in Lampre stavo molto bene

Dopo l’ottima Vuelta rumors hanno parlato di problemi personali tra te e Cunego, ci dici cosa è successo veramente? Vi siete la sciati male?

No non ci siamo lasciati male, solo qualche piccola incomprensione ma niente di che.

Anche altri corridori della Lampre, almeno per quanto scritto dai giornali sono andati via, in quanto Cunego non voleva lasciare spazio ai compagni nemmeno quando lui non fosse in forma, hai mai riscontrato questo comportamento da parte di Damiano ?

In Lampre ero il suo gregario e l’ho fatto sempre onestamente, dando il massimo di me stesso in ogni gara dalla prima fino all’ultima corsa.

Inevitabile una domanda sull’inchiesta di Mantova che ha visto coinvolta la Lampre, ti sei mai accorto di cose starne?

Ma, che io sappia in Lampre cose strane non ce ne sono mai state. Personalmente non mi è mai stato proposto niente di illecito, anzi in squadra c’erano regolamenti interni molto rigidi per quanto riguarda il doping, chi sbagliava veniva licenziato in tronco.

Credi che la vicenda avrà conseguenze o tutto si risolverà in una bolla di sapone?

A questo non so rispondere, visto che tutto quello che so sulla vicenda, l’ho soltanto letto sui giornali.

Trovi giusta la squalifica di Valverde dopo tanto tempo, giustizia è fatta o dovevano farlo prima?

Sinceramente la cosa di Valverde l’ho seguita poco, in più non spetta a me giudicare.

Un parere sul passaporto biologico, a tuo avviso tutela veramente i corridori o vi rende ancora più attaccabili anche se non venite trovati positivi ?

Il passaporto biologico ha fatto tanto per noi corridori.

Sempre parlando di doping ti fidi ciecamente dei risultati dell'antidoping o credi che beccano solo chi vogliono loro?

Oggi giorno chi fa il furbo ha poche speranze, quindi credo nell’antidoping.

La corsa che ti piacerebbe vincere quest'anno e quella che vorresti vincere nella tua carriera?

Adesso sono concentrato per far vincere il tour a Contador, darò il massimo di me stesso per aiutarlo, comunque mi piacerebbe vincere una tappa al Tour o alla Vuelta.

Abbiamo già visto Il Tiralongo più forte? Se si quando?

Io sono un regolarista non sono il tipo di corridore che va forte un mese e poi sparisce, comunque l’anno scorso alla Vuelta andavo molto forte, quest’anno spero di avere la stessa gamba al Tour.

La corsa che ti ha fatto più male?

Ultimamente sicuramente la caduta al Giro, perché ci tenevo tantissimo a far bene ed ero sicuro di poter arrivare nei primi 5.

Il corridore più forte che hai incontrato durante la tua carriera?

Jan Ullrich

Il corridore più sottovalutato e quello più sopravvalutato?

Non saprei

Hai amici veri nel mondo del ciclismo?

In gruppo ho tanti amici che mi rispettano come io rispetto loro, non sono uno che ha nemici.

Ci racconti il tuo percorso per diventare professionista?

Avevo 15 anni quando ho lasciato casa, sono arrivato a Palazzago (BG) grazie a Tullio Carlessi che era il presidente della Palazzago, con loro ho fatto 2 anni tra gli juniores, poi sono passato alla Velletux con Locatelli, sono stati 4 anni molto duri ma mi hanno in segnato molto de Olivano, mi faceva capire cosa significa fare il professionista, mi ha insegnato molto e con lui mi sono tolto parecchie soddisfazioni. Poi sono passato tra i professionisti con la Fassa Bortolo di Giancarlo Ferretti, con lui sono rimasto 3 anni e ho sempre corso al fianco di grandi campioni come Bartoli, Konyšev o Casagrande, da loro ho imparato molto, poi sono stato 3 anni con Reverberi, questi sono gli anni in cui ho reso meno, per colpa di un incidente al Giro d’Italia in cui mi sono rotto 3 vertebre e sono stato fermo quasi un anno, poi sono stato alla Lampre e adesso sono qui all’Astana, sono già passati 11 anni ma la con grinta e la voglia che ho di correre posso andare avanti almeno altri 5 anni.

Sei uno dei tanti siciliani in gruppo, quant’è difficile fare ciclismo in Sicilia?

Molto, il problema è che tutti lo sanno ma nessuno fa niente per agevolare un po’ quei ragazzi, alla fine un corridore siciliano deve per forza lasciare la propria famiglia e trasferirsi al Nord. Questo non è bello perché alla fine ci sono bei talenti che stanno crescendo.

Viste le difficoltà che ci sono in Sicilia, come spieghi la presenza dei tanti siciliani presenti in gruppo ?

Andare via di casa già da piccoli, ti fa maturare molto prima a livello mentale, comunque non tutti riescono a passare tra i professionisti, chi passa e perché ha veramente delle doti fisiche

Per chiudere dopo il Tour quale sarà il tuo programma per il finale di stagione?

Adesso pensiamo al Tour, dopo il 25 Luglio né parliamo.

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