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Promossi e bocciati,Giro d’Italia

Ecco il "giudizio" finale sui protagonisti del Giro d'Italia 2010

Non solo è doveroso ma è assolutamente giusto partire dal vincitore Ivan Basso,che in questo Giro è stato quasi perfetto,l’auspicio e che la perfezione sia raggiunta al Tour,Basso fin dalle primissime tappe è sempre stato sicuro delle sue possibilità e ha corso in maniera impeccabile riuscendo a schivare tutti i trabocchetti che presentavano le tappe in terra d’Olanda,al ritorno in Italia dopo aver vinto la crono squadre grazie all’aiuto dei compagni,ha continuato a correre in testa al gruppo per evitare problemi,il primo momento difficile lo ha avuto alla tappa di Montalcino dove ha concesso 2” ai migliori,nel fango di Montalcino dopo essere caduto ha comunque mantenuto la testa aspettando Nibali per arrivare al traguardo insieme per limitare i danni,l’altro momento difficile è stato a L’Aquila giorno della fuga bidone,quel giorno Ivan ha dimostrato chiaramente di non gradire la scelta dei ds di non tirare e al termine della tappa era abbastanza adirato,credeva che il Giro probabilmente fosse andato. Questa tappa è stato il punto di svolta e anziché abbattersi ha ritrovato al voglia di lottare dando un segnale già a Porto Recanati,i 10” recuperati se in classifica valevano praticamente niente dal punto di vista mentale valevano tantissimo. Ha iniziato a dimostrare la propria forza sul Grappa,forza che esplosa in tutta la sua potenza sullo Zoncolan dove ha ritrovato se stesso con la sua eleganza in bici,la pedalata agile e potente allo stesso tempo e quella forza di staccare tutti e distanziarli di minuti,se la tappa dello Zoncolan  è stata quella della forza quella dell’Aprica è stata quella dell’intelligenza infatti nonostante potesse staccare tutti ha preferito salire sul Mortirolo con Nibali e Scarponi per farsi poi aiutare in discesa e verso l’Aprica salita molto pedalabile. Nella tappa del Gavia si è limitato a controllare cosi come nella crono che è stata una passerella finale. Ha vinto questo Giro oltre che con le gambe con la testa.

David Arroyo venuto al Giro come luogotenente di Bruseghin,il suo inizio è stato alquanto tranquillo nella crono di Amsterdam solo 161esimo,dopo la cronometro di Cuneo pagava a Nibali già 3’43”,il suo Giro è svoltato a Montalcino dove nel fango ha ottenuto un grande quinto posto dimostrando di avere una buona forma,poi è stato bravo e fortunato ad inserirsi nella fuga di L’Aquila dove ha guadagnato minuti preziosissimi,al termine di quel giorno aveva un vantaggio su Basso di 10’07” e qui che tutti hanno iniziato ad aver paura di questo spagnolo,capace di piazzarsi tra i primi 15 sia al Giro che al Tour che alla Vuelta,sapendo di essere più debole di Basso,Evans e compagnia ha cercato di arrivare con la testa dove non arrivavano le gambe,nella tappa di Asolo quella col monte Grappa ha concesso circa 2’ a Basso,non riuscendo a superare i propri limiti andando comunque ad indossare la amglia rosa,maglia che gli ha dato consapevolezza dei propri mezzi,sullo Zoncolan ha perso tanto ma iniziato a credere di potercela fare e ha cominciato a difendersi oltre le sue forze a partire da Plan de Corones,dove nel tratto in sterrato è stato al livello dei migliori,il suo capolavoro lo ha fatto sul Mortirolo dove ha perso contato nei primi km ma salendo col suo passo ha litato i danni,in discesa è stato fantastico recuperando oltre 1’30” a Basso,poi salendo verso l’Aprica era solo contro il trio Basso,Scarponi,Nibali e ha perso 3 minuti dicendo addio alla rosa,nella tappa del Gavia essendo intelligente ha pensato conservare il secondo posto anziché attaccare Basso,di lui non potremo dimenticare la grinta e la voglia di difendersi e per uno scherzo del destino ha perso la rosa su una salita pedalabile e non sui mostri sacri di questo Giro,conscio dell’occasione irripetibile è comunque soddisfattissimo di questo Giro,bravissimo.

Vincenzo Nibali grande terzo posto alla fine e pensare che non doveva esserci nemmeno a questo Giro,non è riuscito nell’impresa di Contador di vincere il Giro quando fino ad una settimana prima era in vacanza,l’impressione e che non ci fosse stato Basso avrebbe potuto lottare per la vittoria finale,il futuro e dalla sua parte,se continua cosi un Giro lo vincerà sicuramente,in questo Giro oltre al podio ha raccolto belle soddisfazioni come i giorni in maglia rosa e la prima vittoria sulle strade del Giro,è stato un compagno leale e fedele a Basso sempre anche quando avrebbe potuto giocare sporco e l’occasione c’era. Ora dovrebbe rinunciare al Tour per la Vuelta si spera che finalmente un corridore Italiano possa vincere la Vuelta.

Michele Scarponi per lui un quarto posto finale che sa di beffa a 13” da Nibali,l’aquila di Filottrano ha corso un grande Giro è stato con i migliori in tutte le salite più dure,certamente ha pagato un po’ di inesperienza in quanto è stata la prima volta che fa classifica fino alla fine in un grande Giro,però ha dimostrato di tenere le tre settimane di corsa alla fine è arrivato stanchissimo ma è stato un giro durissimo,la sua perla rimarrà la vittoria sull’aprica,vale la pena di ricordare la grandissima tappa di Montalcino dove se non fosse caduto avrebbe lottato per la vittoria in quanto è stato in grado di guadagnare più di un minuto al vincitore Evans nel finale,nei tratti in salita,senza L’Aquila sarebbe salito sul podio ma con i se e con i ma non si scrivono le classifiche finali.

Cadel Evans si era presentato al Giro cime il favorito numero uno,alla fine solo quinto sarebbe da bocciare ma c’è modo e modo di perdere,e Cadel ha perso con onore,a fine Giro abbiamo saputo che ha avuto problemi fisici che lo hanno debilitato e sappiamo quanto conti anche solo essere al 90% in un grande Giro perlopiù tirato come questo,la promozione l’avrebbe strappata comunque anche senza questi problemi. Evans è partito molto bene nella crono di Amsterdam,a Utrecht ha conquistato la maglia rosa,ma già dalla terza tappa si è capito che non aveva squadra e si sarebbe dovuto arrangiare da solo. Ha vinto a Montalcino quella che ha definito la vittoria più bella della sua carriera,in salita fino alla tappa del mortirolo è stato il migliore dopo Basso,sul mortirolo è andato in difficoltà ma probabilmente aveva problemi fisici in quanto è stato l’ultimo a togliersi la mantellina,sul Tonale ha reagito d’orgoglio andando alla ricerca della vittoria. Il suo unico errore che probabilmente gli è costato il podio è stato quello di voler resistere troppo al forcing di Basso su Zoncolan e Mortirolo andando fuori giri,ha mostrato comunque il suo carattere,per lui si conferma la maledizione della maglia rosa che non riesce a tenere più di un giorno,fa sua comunque la seconda maglia più importante,quella rossa.

Alexandre Vinokourov,si è presentato a questo in formissima,probabilmente troppo,dopo tre tappe era già in rosa,primato ripreso a Montalcino e portato fino alla tappa di L’Aquila,qui Vinokourov probabilmente capendo di non poter vincere il Giro ha cercato di farlo perdere agli altri favoriti,il suo sesto posto è un buon risultato per come è stato ottenuto,ha sofferto come previsto le pendenze dure di Zoncolan e Plan de Corones,sul Mortirolo invece ha avuto una buona giornata,ha dimostrato ancora una volta le sue caratteristiche di grande grinta e imprevedibilità fino all’ultimo giorno,ha provato anche a vincere la tappa del Gavia ma il gruppo non gli ha concesso spazio,al Tour potrà essere per Contador quello che Nibali è stato per Basso in questo Giro.

Richard Porte più di Arroyo è stata la grande sorpresa del Giro,al primo anno tra i professionisti ha conquistato al maglia bianca e ha indossato la maglia rosa per qualche giorno,ha corso questo giro sempre a tutta dalla crono iniziale di Amsterdam dove è stato sesto fino alla crono finale di Verona dove ha perso la sesta posizione a favore di Vinokourov,ha dimostrato oltre a grandi doti di fondo cosa non comune per un neo professionista,anche intelligenza ed esperienza nel sapersi gestire sulle grandi montagne,è stato abile a intrufolarsi nella fuga di L’Aquila,il futuro è dalla sua parte.

Marco Pinotti autore di un grandissimo Giro è andato aldilà delle più rosee aspettative,sorprendendo tutti per la costanza di rendimento in un Giro durissimo e non adatto alle sue caratteristiche di cronoman,per la prima volta ha cercato di far classifica ed il risultato è stato eccellente con il nono posto finale,ha corso al limite delle sue possibilità superandosi sulle salite dure,gli è mancato il successo di tappa cercato con insistenza nelle ultime 2 tappe dove è stato ripreso negli ultimi km sul Tonale ed è stato beffato nell’ultima tappa da Larsson per 2”,da non dimenticare che nelle tappe pianeggianti ha fatto il gregario per Greipel.

Buono il Giro anche di alcuni giovani come Kiserlovski e Mollema secondo e terzo alle spalle di Porte nelle classifica dei giovani,il croato della Liquigas ha confermato le sue qualità mostrate anche al Giro dell’Appennino,nonostante la buona classifica non ha disdegnato di aiutare i propri capitani,quando c’era il bisogno. Mollema classe 86’ è sempre stato tra i primi 10-15 nelle tappe più dure,inoltre per lui un Giro in crescendo. Promosso pure Gadret 13esimo nella generale,in salita è stato all’altezza dei migliori mostrando una continuità di rendimento per lui insolita fin qui,ha ottenuto il miglior risultato nella crono di Plan de Corones dove è giunto terzo,poi decimo sullo Zoncolan,quinto sull’Aprica e settimo sul Tonale,forse avrebbe dovuto cercare una fuga da lontano per cercare una vittoria di tappa. Merita al promozione per il gran numero a Pln de Corones Stefano Garzelli,autore di una prestazione monstre nella crono scalata è stato costretto al ritiro da una caduta sulla discesa del Mortirolo,ha corso questo Giro con intelligenza,una volta visto che non poteva fare classifica ha risparmiato energie per la crono scalata e per la tappa con il mortirolo per onorare la memoria dell’amico Pantani,ottima prova anche a Montalcino.

Tra i velocisti il migliore è stato senza dubbio Farrar,l’americano della Garmin in questo Giro si è trasformato dall’eterno piazzato dello scorso Giro al plurivincitore del Giro infatti è stato l’unico a centrare 2 tappe,in volata è stato indiscutibilmente il più forte come dimostrano le 2 vittorie ma anche un terzo e un quarto posto nelle volate,se la fuga di Novi Ligure non fosse arrivata avrebbe fatto tris infatti il quarto posto si sarebbe trasformato in primo e stato l’unico ad avere continuità di rendimento. Tra i velocisti merita la promozione non fosse altro per la vittoria Weylandt della Quick-Step,promosso anche Belletti che è riuscito a vincere a Cesenatico partendo da lontano,ottimo il Giro anche di Goss che avrebbe potuto fare doppietta se non avesse lavorato per Greipel.

Tra i cacciatori di tappe ottimo il Giro di Pozzato che ha regalato ai nostri colori la prima vittoria addirittura nella 12esima tappa,Pippo ha portato con orgoglio il tricolore in questo Giro tenendo duro sulle grandi salite e provando più volte ad andare in fuga per vincere una tappa non disdegnando nemmeno di lanciarsi nelle volate di gruppo come dimostra il secondo posto di Cava De’ Tirreni. Autore di un grande Giro anche l’australiano Lloyd che ha vinto la sesta tappa dopo una lunga fuga,e ha indossato quasi sempre la maglia verde,l’aveva persa il giorno dell’Aprica ma nella tappa del Gavia non ha esitato ad andare in fuga per riprendersela,meritata. Promossi anche gli altri vincitori Wiggins anche se ha fatto un giro sotto le attese,Pineau spesso e volentieri all’attacco,Sorensen,Petrov che non trionfava in una corsa da 8 anni,Monier addirittura alla prima in carriera e Tschopp vincitore di una tappa e della Cima Coppi,per gli ultimi 2 una vittoria che vale una carriera.

Tra i bocciati tocca purtroppo partire da Sastre alla vigilia era tra i 3 favoriti con Evans e Basso,il percorso sembrava disegnato per lui,dopo un discreto prologo,sono iniziati i guai infatti è caduto più volte all’inizio del Giro e non solo in Olanda,poi ha forato un paio di volte mentre si scatenava la bagarre in testa al gruppo e ha accumulato un distacco pesante,ha provato a porre rimedio entrando nella fuga di L’Aquila dove è stato l’ultimo ad accodarsi,rientrando cosi clamorosamente in classifica,questo non è bastato per puntare alla vittoria né tantomeno per salire sul podio,Carlos è mancato proprio sul suo terreno le salite,quelle vere dove è brutto dirlo in pratica non è mai esistito,è sembrato la brutta copia del vincitore del Tour 2008,ma anche di quello visto al giro lo scorso anno,dove si impose in 2 tappe. Ha come giustificazione oltreché  i problemi fisici la lontananza dalle gare infatti dallo scorso Tour a questo Giro ha fatto solo 8 giorni di corsa,ed è stato vicino al ritiro,dopo che per 5 mesi non aveva più toccato al bici,al Tour lo ritroveremo,difficilmente salirà sul podio vista la concorrenza ma in montagna si farà vedere. Comunque una cosa da promuovere in questo suo Giro c’è ed è la voglia di provare ad andare oltre la propria forma come dimostrano le fuga di L’Aquila e quella della penultima tappa,lui ci ha messo il cuore stavolta non è bastato ma è da apprezzare.

Inferiore alle aspettative pure Cunego,inizialmente venuto al giro per vincere una tappa,poi  vista la buona condizione ha provato a fare classifica per entrare nella top 10,non è riuscito a centrare nessuno dei 2 obiettivi,già questo basterebbe per la sua bocciatura,aveva illuso con il secondo posto di Montalcino e il quarto dello Zoncolan,poi nelle altre tappe non si è visto con i migliori,qualche segnale positivo comunque c’è nel suo Giro in classifica è passato dal 19esimo all’ 11esimo posto finale,a Montalcino ha dimostrato che nelle classiche è sempre competitivo,ha sicuramente pagato la preparazione che lo doveva portare in forma alle Ardenne,l’impressione e che farebbe meglio a puntare tutto sulle classiche.

Karpets il russo della Katusha ha “rubato” il posto al compagno di squadra Bandiera alla vigilia del Giro,in quanto uscito in ottima forma dal Romandia,è venuto al Giro per fare classifica e viste le sue doti nonostante il Giro fosse troppo duro,un obiettivo alla sua portata era entrare nella Top 10,alla fine è stato solo 14esimo,non è riuscito nemmeno a vincere una tappa e pure ha dimostrato che la gamba per riuscirci c’era,ha sbagliato i tempi e i modi dei suoi attacchi.

Tra i velocisti tocca ai 2 grandi favoriti della vigilia Greipel che fino al Giro aveva vinto più di tutti in stagione e Petacchi il pluri vittorioso del gruppo al Giro,il tedesco ha avuto problemi fisici alla vigilia del Giro,problemi che ne avevano messo in dubbio la presenza,nelle prime volate è stato irriconoscibile e non né ha azzeccata una,ha dovuto aspettare fino alla diciottesima tappa per vincere. Ancora peggio è andata a Petacchi che è riuscito a fare solo una volata quella nella seconda tappa,dove ha perso l’attimo buono edè stato solo quinto,poi un sesto a Novi Ligure ed è calato il buio sul Giro di Ale-Jet che si è beccato pure una bronchite che lo ha portato al ritiro durante l’ottava tappa.

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Last Updated on Tuesday, 01 June 2010 15:05
 

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