Guadagna Online Che Giro è stato

.

Home Giro d'Italia Che Giro è stato
Che Giro è stato PDF Print E-mail

Che Giro è stato

Ecco cosa non potremo dimenticare di questo Giro vinto da Basso.

Certamente quest’edizione del Giro partita un po’ in sordina per il campo dei partecipanti di livello non altissimo per usare un eufemismo,però quelli che sono venuti al Giro ci hanno regalato una corsa combattuta e incerta quasi fino alla fine,questo Giro verrà ricordato soprattutto ma non solo come quello del ritorno alla gloria di Ivan Basso. Questo Giro è stato probabilmente il più bello del millennio anche se non il migliore a livello qualitativo nel suo complesso,anche se per la classifica generale c’erano nomi importatnti malgrado l’assenza del numero 1 il pistolero Contador,comunque resteranno indelebili alcune cosa,a cominciare dal percorso,quello dello scorso anno non sembrava nemmeno un Giro,con le Dolomiti nella prima settimana e come giudice finale il Vesuvio,bella salita ma non paragonabile a quelle di quest’anno. Il percorso di questo Giro aveva suscitato consensi sin dall’inizio con tutte le grandi salite del Giro presenti,basta solo ricordare i nomi di Zoncolan,Plan De Corones e Mortirolo,dopo il digiuno dello scorso anno forse un po’ troppe ma nel dubbio preferiamo l’indigestione al digiuno. Resteranno indelebili le immagini delle tre tappe olandesi,dove c’era tantissima gente sulle strade manco fossimo sulle montagne, dell’Olanda oltre alla gente ci ricorderemo delle cadute della seconda tappa in cui Sastre ha iniziato a compromettere il suo Giro e Wiggins ha perso la maglia rosa conquistata nella prima tappa a favore del Campione del Mondo Evans,fatto che non succedeva dal 1996,ci ricorderemo del vento e dei ventagli di Middelburg che in una tappa senza un metro di salita,anzi corsa sotto il livello del mare,ha provocato selezione nel gruppo tanto che sono arrivati solo in 26 senza perdere secondi,di questa tappa rimane anche la “solitudine” della maglia rosa abbandonato dai suoi compagni già al terzo giorno di gara. Dopo l’Olanda il ritorno in Italia coincide con il sogno di Nibali colui che non doveva nemmeno correrlo questo Giro che va ad indossare la maglia rosa dopo la crono squadre di Cuneo in cui la Liquigas dimostra la sua forza,della crono si ricorderà anche la grinta e la rabbia di Vinokourov  che era la maglia rosa nell’incitare un compagno che non né aveva più. Delle  tappe di Novi Ligure e Marina di Carrara ricorderemo le fughe quasi epiche di Pineau e Lloyd con il gruppo che sbaglia prima i calcoli e che mette a nudo la pochezza delle squadre dei velocisti poi. Eccoci ad uno dei momenti che resterà per sempre nella storia del Giro,non solo di quest’anno,è il 15 Maggio,il gruppo affronta le strade bianche dell’Eroica,siamo in Toscana ma il gruppo trova freddo e pioggia che neanche in Belgio alla Roubaix,nella tappa succede di tutto la maglia rosa Nibali cade “tirato” giù da Scarponi,e invece di aspettarlo lo attaccano e la corsa si scatena,i corridori ricoperti di fango non si riescono a riconoscere è un continuo susseguirsi di scatti e contro scatti,Nibali ammaccato dalla caduta insieme a Basso non riesce a difendere il rosa,sul traguardo di Montalcino si impone Evans che sul traguardo va a ripulire l’iride della propria maglia,quasi a voler dire nonostante tutto siamo arrivati fin qui,in rosa torna Vinokourov. Il primo arrivo in salita sul Terminillo ci lascia da un lato la delusione in quanto i grandi non fanno la corsa ma dall’altro lato ci inizia a far capire che qualcosa nel ciclismo sta cambiando,infatti nessuno dopo lo “strazio” di Montalcino ha la forza di attaccare. Poi ci sono 2 frazioni per velocisti quella di Cava De’ Tirreni che sarà ricordata per 2 motivi,le strade allagate che sembrano delle piscine e la volta di gruppo strana,inconsueta e imprevedibile visto che fanno la volata addirittura Evans e Vinokourov,la tappa di Bitonto verrà invece ricordata come la prima con il tempo bello in questo Giro. Il 19 Maggio ecco un’altra tappa che ha rischiato di passare alla storia come quella della “beffa” ,dell’immobilismo generale e dell’incapacità di gestire la corsa sia da parte dei corridori che soprattutto di chi siede in ammiraglia,succede infatti che nel giorno in cui il Giro rende omaggio alla città di L’Aquila devastata dal terremoto lo scorso anno,i corridori ritrovano un tempo da lupi sulla propria strada con pioggia e freddo dall’inizio alla fine,probabilmente queste condizioni hanno annebbiato la mente di qualcuno,infatti succede l’inimmaginabile va in porto una fuga di 56 atleti e ci sono avversari pericolosi al suo interno come Sastre,Arroyo,Wiggins,Porte,dietro quelli che sono al Giro per vincerlo anziché mettersi a lavorare insieme per ridurre i danni,si mettono a litigare e rischiano di compromettere definitivamente la loro corsa,da non credere e pure è successo,di questa tappa non si può dimenticare nemmeno la soddisfazione di Petrov,vincitore di tappa che non assaporava il dolce sapore della vittoria da 8 anni,il suo urlo e il suo saluto alla moglie danno l’esatta dimensione della sua contentezza. La dodicesima tappa verrà ricordata come quella del primo successo italiano,mai fino ad ora avevamo dovuto aspettare tanto per vincere una tappa nel nostro giro,a regalarci il primo successo ci pensa il campione italiano Pozzato,questa tappa sarà ricordata anche per la reazione dei corridori italiani che puntano alla vittoria infatti su una salitella ridicola attaccano Scarponi,Nibali,Cunego,Garzelli,Basso e Vinokourov,non si può nemmeno dimenticare il nervosismo di Evans che ancora una volta abbandonato al suo destino dalla propria squadra litiga in corsa con Mazzanti e Righi che cercavano di rompere i cambi. La tappa di Cesenatico ci lascia oltre al grande affetto per il pirata Marco Pantani,il successo di Belletti velocista che si è inserito nella fuga di giornata e che riesce a vincere sulle strade di casa dopo tante cadute,che lo avevano portato vicino al ritiro,il suo urlo all’arrivo resterà nella mente degli sportivi per tanto tempo. La quattordicesima tappa è quella della consacrazione di Vincenzo Nibali,che si impone in solitaria sul traguardo di Asolo, dopo essere rimasto con i migliori in salita, il messinese fa un gran numero in discesa (si accettano sfidanti per il ruolo di erede di Savoldelli) mostrando tutta la sua abilità nel guidare la bicicletta e nel finale riesce a resistere al ritorno di Evans,Scarponi e Basso. Se il sabato avevamo assistito alla consacrazione di Nibali,la domenica sullo Zoncolan assistiamo alla “resurrezione” di Ivan Basso che domando la salita più dura d’Italia e molto probabilmente d’Europa torna da alzare le braccia dopo 4 anni di digiuno,ci è riuscito piegando la resistenza di Evans,la cosa che ha colpito della vittoria di Basso è stata la serenità della sua faccia che non mostrava segni di sforzo,da questo giorno si è capito chi era il migliore in questo Giro,nessuno dimenticherà neanche gli oltre 100 mila tifosi arrivati fin sullo Zoncolan. Dopo il giorno di riposo si affronta la crono scalata di Plan De Corones,anche qui tantissimi tifosi,di questa tappa resterà impressa nelle memoria la fatica dei corridori soprattutto all’ultimo km con pendenze oltre il 20%,questa tappa ci ha regalato il sussulto d’orgoglio di Garzelli che a 37 anni trova la forza di battere tutti,in una tappa difficilissima. Poi ci sono 2 giorni di calma prima del gran finale di cui ricorderemo la prima vittoria in assoluto di Monier che appena tagliato il traguardo quasi sviene per la contentezza e la stanchezza e la felicità di Greipel venuto al Giro per dominare le volate e che ha dovuto aspettare l’ultima occasione per alzare le braccia. Venerdi 28 Maggio è il giorno della verità,quello dove si capirà se Basso ed Evans riusciranno a sconfiggere Arroyo che si è trovato in testa alla corsa quasi per caso,c’è da scalare il Mortirolo prima e dopo altre salite,sul Mortirolo Basso accelera ma non forza per non staccare il compagno Nibali,Evans va in difficoltà,Arroyo si difende salendo del suo passo,in discesa Basso guidato da Nibali e seguito da Scarponi non prende rischi cosa che fa invece Arroyo che annulla quasi del tutto il gap che aveva in cima al Mortirolo,il Giro si decide sulla pedalabile salita dell’Aprica dove Basso trova al collaborazione di Scarponi e Nibali,mentre Arroyo non trova nessuno che lo possa o voglia aiutare,lo spagnolo si difende col cuore e come può ma non basta,la maglia rosa è di Basso,la tappa di Scarponi,di questa tappa resteranno le immagini della tattica perfetta della Liquigas,della discesa di Arroyo,del saluto di quest’ultimo ancora in rosa al pubblico,quasi in segno di resa e soprattutto la maglia rosa di Basso,quasi incredulo e che prima di indossarla la stringe tra le mani e la bacia,quasi incredulo che sia tutto vero. Nonostante la tappa del Mortirolo abbia detto quasi tutto,la tappa con il Gavia ci ha lasciato bei ricordi in eredità,innanzitutto l’incertezza legata al meteo,poi ci ha regalato il sussulto d’orgoglio di Sastre e Vinokourov in fuga dai primi Km,alla ricerca di un successo di tappa,ci ha regalato l’ultimo scatto della carriera di Simoni che suo malgrado non è riuscito a vincere la cima Coppi,ci ha regalato l’orgoglio di Evans che reagisce al giorno difficile del Mortirolo da grande campione e ci ha regalato infine le facce stremate dei corridori al traguardo dopo una tappa e un Giro corso sempre a tutta. L’ultima tappa è stata quella del trionfo rosa di Basso,e della difesa del podio di Nibali,la foto che descrive meglio di ogni altra questa giornata è la gioia di Ivan nell’abbracciare i propri figli appena tagliato il traguardo.

E’ stato anche il giro di 19 vincitori diversi,l'unico che ha fatto il bis è stato Farrar,degli Australiani che portano a  casa 3 maglie su  4,delle fughe da lontano ne son arrivate 7,infine è stato il Giro delle “mezze squadre” se escludiamo la Liquigas nessuno è stato in grado di controllare la corsa,perciò  un piccolo richiamo agli organizzatori se il prossimo anno le squadre straniere snobberanno il Giro non invitiamole,diamo la possibilità a squadre italiane sicuramente più piccole e forse meno competitive degli "squadroni" pro tour ma sicuramente più affamate,desiderose e vogliose di mettersi in mostra rispetto a chi si presentano al Giro con le seconde linee. Insomma è stato un bel Giro vinto da uno che ha deciso di mettere online tutti i suoi dati fisici,per riacquistare quella fiducia che aveva tradito,essere più trasparenti di cosi è difficile. Caro Giro anche quest' edizione è finita,ci mancherai,ma sappiamo che il prossimo anno tornerai più bello e competitivo che mai visto che il duello Basso - Contador si consumerà anche sulle strade Italiane,ma consentitemi di dirlo è stato il Giro che sognavo con la vittoria di Basso e l'immagine che più lo rappresenta sono i figli di Ivan che lo aspettano a braccia aperte nell'Arena di Verona.

Comments

B
i
u
Quote
Code
List
List item
URL
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Last Updated on Wednesday, 02 June 2010 17:36
 

Furlan d'Argentina

furlan

Translate

bottom

Copyright © 2009 cyclingworld.it. Giornale indipendente del ciclismo. Tutti i diritti riservati. Non duplicare o ridistribuire in nessuna forma.