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Il Giro di Basso

 Riviviamo il Giro di Ivan Basso tappa per tappa.

Ivan Basso si presenta al Giro 2010 con la convinzione  e l’ambizione di vincerlo o quantomeno di lottare per farlo,la vigilia non è delle migliori né per lui né per la sua squadra,il varesino dall’inizio dell’anno ha corso per scelta molto poco,GP Insubria,Gp Lugano,Giro del Friuli,Vuelta Catalunia,Giro del Trentino e Tour de Romandie,non ottenendo grandi risultati,lo avevano preoccupato abbastanza le prestazione al Romandia,dove soprattutto a cronometro era andato piano,se da un lato c’erano queste incertezze dall’altro c’era in lui la convinzione di essere il Top o giù di li nelle corse a tappe,questa convinzione in lui c’è sempre stata anche nel periodo della squalifica e man mano che si avvicinava il giro aumentava. Anche per la Liquigas l’avvicinamento non è stato dei migliori con il caso Pellizzotti,fermato dall’Uci praticamente alla vigilia del giro,per presunte irregolarità nel passaporto biologico. L’esclusione di Pellizzotti è il primo passo verso al conquista del Giro,è ormai chiaro che il capitano unico sarà Ivan,supportato da Nibali.

Dopo tutte le chiacchiere della vigilia finalmente si inizia ad Amsterdam cronometro di 8,4 km,subito un test importante per capire le ambizioni di Basso,il temuto test va bene,Ivan si classifica 37esimo a 23” dal vincitore Bradley Wiggins,cede 21” ad Evans e 18 a Vinokourov. La seconda tappa con arrivo a Utrecht,sulla carta è per velocisti ma si sa che le insidie sono sempre dietro l’angolo,le cadute in particolare incombono sul gruppo sono in questa tappa ce ne sono una decina,Ivan grazie anche all’aiuto dei compagni di squadra e un po’ di fortuna le evita tutte,chiudendo 43 esimo a 3” dal vincitore Farrar,tutti i favoriti ad eccezione di Sastre chiudono nel gruppo con Ivan,riamane attardato dalle cadute anche la magli rosa Wiggins,cosi la maglia di leader finisce sulle spalle di Evans. La terza tappa da Amsterdam a Middelburg è molto temuta per il vento che c’è sempre su queste strade che costeggiano il Mar del Nord,la tappa è tutta un susseguirsi di buchi e ventagli,Basso aiutato al meglio dai compagni,stavolta la fortuna non c’entra,rimane tra i 25 del primo gruppo,classificandosi 15esimo,perdono secondi preziosi Evans e Sastre,Vinokourov rimasto con Ivan è la nuova maglia rosa. Dopo i tre giorni olandesi,si torna in Italia e dopo un giorno di riposo c’è la crono squadre di Cuneo,i corridori trovano ad attenderli alla partenza da Savigliano tanta pioggia,è in questo giorno che sui capisce la forza della Liquigas,infatti Basso e compagni vincono a sorpresa la cronometro battendo tutte le favorite come Sky e Astana,Nibali è la nuova maglia rosa Ivan è secondo in classifica a 13”,il Giro sembra mettersi per il meglio. La quinta tappa quella dedicata alla memoria di Coppi e Girardengo è vinta dopo una lunga fuga da Pineau,per Basso giornata tranquilla,chiude in gruppo 53esimo,in classifica è sempre secondo. Stesso copione nella tappa di Marina di Carrara vinta da Lloyd,tutto tranquillo con Ivan che chiude 34esimo e Nibali sempre in rosa. La settima tappa è tra le più temute da Ivan che infatti in inverno è venuta a visionarla,è la tappa di Montalcino in cui nel finale ci sono tanti Km di strade bianche,al posto dell’asfalto c’è lo sterrato,il tempo continua a fare le bizze e più che in Toscana sembra di essere in Belgio,alla Roubaix. Quando sta per iniziare lo sterrato cade Scarponi che trascina a terra tutti i Liquigas Ivan compreso,Basso è pronto a ripartire e si lancia all’inseguimento dei primi,ha più difficoltà al maglia rosa Nibali,dopo qualche km in cui Ivan non riesce  riportarsi sui migliori decide di comune accordo con la squadra di aspettare e andare insieme fino all’arrivo per limitare i danni Nibali,i 2 appaiano provati oltre che dal maltempo anche dalla caduta,al traguardo arrivano Nibali 17esimo con 2’ e Basso 28esimo con 2’05”,la tappa è stata vinta da Evans su Cunego,Vinokourov è la nuova maglia rosa,Basso in classifica scende all’ottavo posto a 1’51” dalla maglia rosa,ancora peggio va a Sastre che accusa oltre 5 minuti,per lui i sogni di gloria sembrano finiti . Dopo questa brutta botta si riparte alla volta del Terminillo primo arrivo in salita di questo giro,più che ad attaccare si pensa a recuperare le energie spese il giorno prima,la tappa è vinta da Sorensen dopo una lunga fuga,tra i grandi non c’è battaglia c’è solo uno scatto di Scarponi a cui Basso risponde prontamente,poi fino all’arrivo tutto tranquillo con Basso decimo nel gruppetto dei migliori,in classifica risale al quarto posto sempre ad 1’51”.La nona tappa porta il gruppo verso il Sud si arriva a cava De’Tirreni ma a farla da padrone è ancora l’acqua,con le strade allagate in alcuni punti sembra addirittura che il gruppo affondi,la tappa va Goss,per Ivan al contrario delle previsioni è una giornata difficile in quanto il gruppo si spezza e lui rimane nella seconda parte,grazie al lavoro dei suoi gregari riesce a ricucire il buco e chiude in gruppo 37esimo,in classifica è sempre quarto. La decima tappa è la prima finalmente tranquilla per il gruppo che trova ad accompagnarlo finalmente il sole e il bel tempo,Ivan è 44 esimo a  3” dal vincitore Farrar,con lui tutti i migliori della classifica. Undicesima tappa si arriva a L’aquila,per rendere omaggio alla città devastata dal terremoto dello scorso anno e ai suoi caduti,la tappa è la più lunga del Giro,è i corridori sono accompagnati dall’inizio alla fine da una pioggia incessante,accade l’imprevedibile vanno via dal gruppo 56 atleti tra questi Sastre,Wiggins,Arroyo e Portrte sembrano i più pericolosi per la vittoria finale,il gruppo non reagisce,anzi lascia fare e anziché trovare un accordo per limitare i danni,si assiste allo scaricabarile,nessuno vuole prendersi la responsabilità dell’inseguimento,per non dare vantaggi agli altri uomini di classifica,nemmeno la maglia rosa Vinokourov cerca di difendersi,gli unici che tentano di fare qualcosa sono Androni e Acqua e Sapone,ma non basta e a loro si aggiunge negli ultimi 100 km la Liquigas di Basso,ormai la frittata è fatta,il gruppo dei migliori arriva  a 12’42” dal vincitore il russo Petrov,l’australiano Porte al primo anno tra i professionisti è la nuova maglia rosa,Ivan è 54esimo,in classifica sprofonda al 15esimo posto a 11’49”,Basso al termine è molto infastidito dalla scelta dei Ds di non far tirare da subito i propri compagni,il Giro rischia di essere già finito prima che inizino le montagne,Basso dichiara che le tattiche non le decide lui e che segue gli ordini che arrivano dall’ammiraglia. La dodicesima tappa che a arriva a Porto Recanati è per velocisti,ma i grandi della classifica pungolati nell’orgoglio dalla debacle  di L’Aquila non ci stanno e su una salita ridicola si infiamma la corsa,attaccano Scarponi,Garzelli,Cunego,Basso  e Vinokourov,rimane invece attardato Evans che litiga anche con Mazzanti e Righi che cercavano di rompere i cambi,la tappa è vinta da Pozzato è il primo successo degli italiani in questo giro,Ivan e decimo,quest’azione consente di recuperare solo 10” ma è il gesto simbolico dell’attacco che lascia intendere che Ivan non si vuole arrendere. La tredicesima tappa arriva a Cesenatico città natale del mitico Marco Pantani,a trionfare è il padrone di casa Belletti,giovane portacolori della Colnago,per Basso giornata tranquilla è 23esimo 7’28”,con lui tutti i favoriti,in classifica diventa 17esimo a 11’39”. Con la quattordicesima tappa iniziano le montagne,quelle vere con il Monte Grappa,in un Giro normale una tappe del genere non direbbe quasi niente visto che dal Grappa mancano 40 Km all’arrivo,ma siccome il terreno da recuperare è tanto,ogni occasione è buona e infatti i Liquigas non perdono l’occasione e fanno corsa dura sul Grappa,la maglia rossa Porte perde contato e in testa rimangono Basso,Nibali,Scarponi ed Evans,in discesa Basso lancia Nibali che si invola verso la vittoria,cosi facendo Ivan in discesa e in pianura è potuto stare a ruota  e risparmiare energie per le prossime tappe,nella volata finale Basso sfrutta le energie risparmiate e chiude secondo a 23” da Nibali,in classifica risale all’11esimo posto a  7’43” da Arroyo diventato nel frattempo nuova maglia rosa. Domenica 23 maggio si affronta il terribile Zoncolan qui non si può più mentire ne nascondersi,chi ha le gambe deve andare all’attacco,che possa essere una giornata positiva lo si intuisce presto perché Basso mette i propri compagni a fare corsa dura sulle salite che precedono lo Zoncolan,dopo il lavoro di “scrematura” del gruppo da parte di Szmyd preziosissimo gregario,Ivan Basso scatta o meglio accelera perché sullo zoncolan non si può scattare alla sua ruota restano solo Scarponi ed Evans,dopo una nuova accelerazione cede anche Scarponi,il duello tanto atteso alla vigilia quello tra Basso ed Evans ha finalmente inizio,il duello dura qualche km,sembra chiaro che il più fresco sia Ivan,ma Cadel non molla,quando mancano 4 km Basso rimane solo,in un sol colpo ritrova la vittoria che gli mancava da 4 anni,ritova quella pedalata agile e potente allo stesso tempo,ritrova quell’eleganza nella pedalata che lo contraddistingue,ritrova quella faccia serena anche nello sforzo che non ti fa capire come sta,insomma Basso è tornato,quello vero,toccante l’esultanza piuttosto contenuta all’arrivo,solo un braccio alzato e tre baci alla fede,uno per la moglie Micaela e altri 2 per i 2 figli Domitilla e Santiago.  Ivan stacca Evans di 1’19”,Scarponi di 1’30”,in classifica diventa terzo a 3’33”. Dopo lo Zoncolan meritatissimo giorno di riposo,si riprende il martedi con la crono scalata di Plan De Corones,non adattissima alle caratteristiche di Ivan,però vista la forma niente è impossibile,Ivan si difende al meglio finisce sesto a 1’10” da uno scatenato Garzelli, concede ad Evans 28”,un distacco che ci sta tra i 2 in una prova del genere,la maglia rosa Arroyo si difende strenuamente perdendo da Basso 1’06”,ora Ivan è secondo a 2’27”,l’obiettivo non è più irraggiungibile. Dopo Plan De Corones c’è un nuovo arrivo in salita a Pejo,vista la fatica accumulata i grandi danno spazio alla fuga di giornata e rimandano la battaglia alla tappa con il Mortirolo,Ivan chiude 20esimo dietro a Scarponi nel gruppo dei migliori,nella generale,tutto invariato. Giovedi ultima giornata tranquilla prima del gran finale,si arriva a Brescia,tappa per velocisti una incognita le 29 gallerie presenti nel finale,tutto tranquillo Basso chiude 22esimo,tranquillamente in gruppo nella generale nulla cambia. Venerdi  28 Maggio è il giorno della verità più che il Gavia del Sabato Arroyo teme il Mortirolo,Basso e i suoi lo sanno e allora ritmo indiavolato dai primi km,fino all’imbocco del Mortirolo i big sono tutti uno vicino all’altro,quando in testa si porta il solito Szmyd,per gli avversari son dolori Arroyo arranca e perde contatto,dopo Szmyd ci pensa Basso in persona a fare il ritmo,rimangono alla sua ruota solo il compagno Nibali,Scarponi ed Evans che però resiste poco tempo,dunque rimangono in 3,Basso non forza per non perdere il compagno Nibali,nel frattempo Evans è in grossa difficoltà mentre Arroyo  salendo del suo passo limita i danni sotto i 2’,in discesa si sa che Ivan nonè un drago,quindi a fare l’andatura ci pensa Nibali che deve scendere col freno a mano tirato per non staccare il proprio capitano,nel frattempo Arroyo  si butta giù a tutta e recupera avversari  e soprattutto secondi su Basso,arriva a 35” dal varesino,la tattica di non forzare sul Mortirolo sembra non pagare,nel frattempo si sale verso l’Aprica e qui su questa salita pedalabile che Basso va all’attacco del rosa,al suo fianco ha un grandissimo Nibali e un generoso Scarponi che capisce che se aiuta i Liquigas la vittoria sarà sua,in effetti va proprio cosi con la vittoria per Scarponi Basso secondo e Nibali terzo,Arroyo che aveva limitato i danni sul Mortirolo e recuperato in discesa non trova collaborazione da nessuno infatti Evans,Sastre,Vinokourov e Gadret non hanno la possibilità o l’intenzione di aiutarlo,il suo distacco aumenta inesorabilmente,all’arrivo pagherà 3’06”,il gap di L’Aquila è annullato Basso è finalmente in maglia rosa esattamente dopo 4 anni,infatti il giro del 2006 si chiuse il 28 Maggio,in questo Giro “pazzo” Arroyo perde la maglia non su una salita dura ma su una salita pedalabile,comunque Arroyo si è dimostrato un grandissimo avversario,ora ha 51” da recuperare,Evans è tagliato fuori dalla lotta per la vittoria finale,Nibali è terzo in classifica. Ivan parte in rosa nella tappa che si conclude a Ponte di Legno dopo scalato il Tonale,questa è la tappa del Gavia cima Coppi di questo Giro,c’è il pericolo che Arroyo possa attaccare sulla discesa del Gavia,la tappa è combattutissima dai primi km,non c’è un momento di respiro,Sastre e Vinokourov provano a partire da lontano per inseguire il successo di tappa,dietro la Liquigas non lascia troppo spazio e rincorre i fuggitivi continuamente,sulla discesa del gavia non succede niente,si va avanti sempre con i fuggitivi a preceder il gruppo con Tschopp davanti a tutti,fino ai 3 km dall’arrivo quando Evans reagisce d’orgoglio alla giornata negativa del Mortirolo e va alla ricerca della vittoria,Basso lascia fare,poi ci prova Scarponi e gli risponde Nibali che difende il proprio podio,quando scarponi ci riprova Nibali non ha la forza per rispondere e dunque tocca a Basso inseguirlo,Ivan va a sprintare per il terzo posto,togliendo l’abbuono a Scarponi e salva cosi il podio di Nibali per un solo secondo,la tappa è vinta da Tschopp su Evans,Ivan aumenta il proprio vantaggio a 1’15” su Arroyo,ormai il Giro è suo,anche se c’è l’ultima tappa da compiere. Eccoci cosi alla crono conclusiva di Verona,quando Ivan parte sono le 17:25 arriva alle 17:46 dopo aver percorso i 15 km che per lui sono diventati una passerella in 21’01”,finalmente può lasciarsi andare alla sua gioia e appena entra nell’Arena di  Verona grida i suoi tifosi “vi voglio bene,vi voglio bene tutti” e poi dopo subito corre dai suoi 2 figli che lo aspettano a braccia aperte,poi raggiunge la moglie e possono iniziare i festeggiamenti per un Giro vinto si da Basso ma anche da tutti i suoi compagnia  a partire da Nibali che gli è stato fedele e leale fino alla fine,lo strapotere Liquigas è dimostrato anche dal decimo posto finale di Kiserlovski,complimenti anche ad Agnoli,Szmyd,Vanotti,Sabatini,Dall’Antonia e Bodnar. Basso ora inizia la campagna di Francia conoscendolo sta già pensando al Tour,qualche giorno per godersi al famiglia ed è pronto  a ripartire. Quella famiglia che è stata la sua molla nella strada che riportava alla “vita” quella vera,e dunque Ivan ha pedalato per portare anche i suoi figli su podio del Giro,Domitilla già c’era stata al Tour e Ivan ha detto che guardando il Tour vinto da Sastre ha capito che voleva ritornarci e cosi ha deciso di accontentarla,per Santiago è stata la prima volta e spera che non sia l’ultima,magari il prossimo anno i Basso sul podio non saranno 3 ma 4,auguri Ivan con la speranza che il meglio debba ancora arrivare.

 

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Last Updated on Tuesday, 01 June 2010 14:35
 

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