

| Le sorprese del Giro: Johann Tschopp |
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Conosciamo neglio il vincitore a sorpresa della ventesima tappa: Johann Tschopp, corridore svizzero del team Bouygues Telecom. Tra i tanti corridori in fuga nella tappa odierna, tra i quali c’erano anche campioni come Vinokourov e Sastre, l’unico a riuscire a mantenere un piccolo vantaggio sul gruppo della maglia rosa che rinveniva nell’ultima salita è stato il semisconosciuto svizzero Johan Tschopp, professionista su strada, ma buon interprete anche della mountain bike e del ciclocross.
Nato a Sierre l’1 luglio 1982 il piccolo Johann, prima di iniziare col ciclismo, ha praticato il calcio, la ginnastica e lo sci, ma ben presto la passione per le due ruote ha prevalso su tutte le altre. Dopo alcuni anni nelle categorie giovanili, nel 2004 è stato ingaggiato dalla Phonak, dove ha potuto correre insieme ad alcuni dei professionisti più forti, ma anche “più dopati”, del momento. Già da questa sua prima stagione ha dimostrato di avere buone carte, soprattutto in salita. Nel 2005 ha partecipato per la prima volta al Giro d’Italia ottenendo una quarantunesima posizione finale. Nella seconda parte di stagione ha anche sfiorato al prima vittoria da professionista arrivando secondo nella tappa più dura del Giro dell’Austria e poi anche nella classifica generale della stessa corsa, sempre dietro a Mercado. Nella stagione successiva, sempre nelle file della Phonak, ha corso di nuovo il Giro non riuscendo a migliorare il risultato nella classifica finale, ma ottenendo un nono posto nella tappa che si concludeva sul Passo San Pellegrino vinta da Voigt. Nel 2007 è passato alla Bouygues Telecom, squadra in cui milita ancora oggi. Non ha corso il Giro, ma il Tour de France che ha concluso in novantaduesima piazza. Il miglior risultato stagionale è stato un quinto posto nella classifica finale del Tour de l’Ain, impegnativa corsa a tappe francese. Nel 2008 ha corso di nuovo il Tour non riuscendo mai a trovare la giornata buona per far bene in una tappa. Questa è stata, forse, la sua peggiore stagione nel ciclismo professionistico, almeno in termini di risultati, ma l’esperienza fatta, anche partecipando a corse importanti come il Tour, il Giro di Germania o la Liegi-Bastogne-Liegi, gli è servita per migliorare nel 2009, anno in cui ha comicato a raccogliere risultati importanti, a cominciare dalla sua prima vittoria tra i professionisti, ottenuta nella quarta tappa della Tropicale Amissa Bongo, corsa che si tiene ogni anno a inizio stagione in Gabon. La sua terza partecipazione al Giro d’Italia, però, non è stata all’altezza delle aspettative, visto che è entrato nei primi cento classificati di tappa solamente in due occasioni. Anche in quel caso, di fronte alla mancanza di forze sufficienti per far bene ha dimostrato grande tenacia, riuscendo ad arrivare sino al traguardo di Roma. Quest’anno ha corso sempre in Italia, anche perché la sua formazione è stata esclusa dal circuito Pro Tour. È stato bravo sia alla Settimana Lombarda (decimo), sia al Giro del Trentino (quindicesimo) e poi è stato convocato per il Giro d’Italia, per la quarta volta.
Anche quest’anno l’inizio è stato abbastanza difficile, più volte ha provato ad inserirsi in qualche fuga, riuscendoci nella sesta tappa. Anche il giorno successivo, nella temibile tappa di Montalcino è stato molto bravo, ventiduesimo, a poco meno di tre minuti da Evans. Il giorno migliore, fino a oggi naturalmente, l’aveva, però, vissuto nella cronoscalata di Plan de Corones nella quale è riuscito ad arrivare tredicesimo facendo meglio, per esempio, di Cunego, Arroyo e Sastre. Oggi lo svizzero ha fatto qualcosa di veramente incredibile. Prima è entrato nell’attacco decisivo insieme a campioni come Vinokourov, Sastre e Simoni. Sul Gavia ha addirittura trovato le forze per attaccare e guadagnare, insieme a Gibo Simoni, un vantaggio importante sui suoi diretti inseguitori. È passato per primo sulla Cima Coppi battendo Simoni in uno sprint a due tra le nevi del Gavia. In discesa ha staccato Simoni e ha guadagnato ulteriore vantaggio su tutti quelli che erano dietro, anche sul gruppo maglia rosa. La salita del Tonale, l’ultima del Giro, è stata prima una lenta passerella verso la vittoria di tappa, Vinokourov, infatti, non guadagnava e Basso non aveva motivo di rincorrerlo, ma poi, negli ultimi tre chilometri è subentrata la paura: lo scatto di Evans ha provocato una violenta accelerata in gruppo e il vantaggio è sceso in un paio di chilometri da un minuto e dieci a meno di trenta secondi. All’ultimo chilometro, però, si è capito che Evans non era in grado di andare a riprenderlo e così Scarponi e Basso e il corridore della Bouygues Telecom ha potuto alzare le braccia al cielo.
Questa vittoria può segnare la svolta della carriera di questo corridore, ancora abbastanza giovane, che non ha raccolto tutti i risultati che avrebbe potuto. Oggi ha battuto, e di tanto, corridori fortissimi: in salita ha staccato Vinokourov, Sastre e Pinotti, tutti e tre nei primi dieci della classifica generale, non i soliti gregari che a fine Giro entrano nelle fughe per conquistare qualche buon risultato. Probabilmente non sarà mai in grado di fare classifica in una corsa sulle tre settimane visto che è molto incostante, non riesce mai a trovare due giornate positive di seguito. L’altro scoglio, per lui, sono le cronometro, nelle quali perde sempre tantissimo dai migliori. A parte questo, quando è in forma, in salita può competere con quasi tutti e in futuro potrà togliersi molte altre soddisfazioni. |
| Last Updated on Sunday, 30 May 2010 20:12 |

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