

| Tour de France 2011: Promossi e Bocciati |
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| Written by Sergio Loi |
| Monday, 25 July 2011 21:28 |
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Promossi - Il listone dei promossi di questo Tour de France non può che partire dal suo re, Cadel Evans. Il corridore australiano già nella prima settimana ha dato segnali importanti con la vittoria sul Mur de Bretagne, si è presentato alla Grande Boucle in condizioni di forma spaziali mantenendo, contrariamente ai pronostici della vigilia, lo stesso rendimento per tutte le tre settimane di corsa. La resistenza sulle Alpi agli attacchi da lontano di Andy Schleck e Alberto Contador è stata storica, senza squadra e con il peso della corsa sulle spalle è riuscito a limitare i danni contro gli scalatori più forti del panorama ciclistico mondiale, sigillando il trionfo nella crono finale di Grenoble.
Sconfitto ma ugualmente promosso, il number one contender Andy Schleck. Il campione lussemburghese ha dato finalmente dimostrazione di poter vincere il Tour de France, senza paura si è lanciato in una fuga d'altri tempi sull'Izoard arrivando da solo sul Col du Galibier. Per il capitano della Leopard Trek è il terzo secondo posto consecutivo, però a differenza degli anni scorsi ci ha provato in tutti i modi possibili dimostrando il carattere del campione, prima o poi verrà anche il suo momento, ne sono certo. Sempre in ottica Team Leopard, entra di diritto tra i promossi il belga Maxime Monfort, scudiero di Andy nella tappa del Galibier si è dimostrato assieme all'intramontabile Jens Voigt, il miglior gregario di una squadra, altrimenti molto deludente rispetto ai pronostici della vigilia.
Il re ha abdicato, ma l'ha fatto con la consueta classe che contraddistingue i grandi campioni di questo sport, già la prima settimana aveva offerto qualche segnale preoccupante, al Tour non abbiamo mai visto il vero Alberto Contador. La danza sui pedali ammirata al Giro d'Italia si è vista soltanto a sprazzi, il campione di Pinto non era competitivo per la maglia gialla, ma nonostante ciò si è dimostrato volenteroso a dare spettacolo e a onorare un Tour de France deludente dal punto di vista dei risultati ma estremamente positivo per lo spettacolo che Alberto è riuscito ad offrire a tutti gli appassionati di questo sport.
La Grande Boucle 2011 ha segnato anche la rivalsa del ciclismo francese, soprattutto in ottica classifica generale. Thomas Voeckler è stato l'autore di un vero e proprio miracolo, mai realmente competitivo in una grande corsa a tappe è riuscito a invertire il trend di un'intera carriera costruita sulle fughe a lunga gittata. Proprio un tentativo a lunga gittata nella tappa di Saint Flour ha consegnato al corridore alsaziano la maglia gialla, da quel momento in poi è rimasto abbarbicato al sogno rispondendo colpo su colpo ai migliori corridori di classifica. I due tapponi alpini l'hanno riportato momentaneamente sulla terra, ma rimane un quarto posto assoluto frutto di un grande lavoro atletico, di una grande resistenza mentale e di una tenacia con pochi eguali.
Sull'onda dell'entusiasmo generato da T – Blanc, è finalmente esplosa la speranza francese per le grandi corse a tappe, la maglia bianca di questo Tour de France, Pierre Rolland. L'undicesimo posto assoluto in classifica generale, correndo da gregario rappresenta soltanto una parte del capolavoro del corridore della Europcar, il piazzamento è stato infatti impreziosito dalla straordinaria vittoria sulla montagna più famosa al mondo, l'Alpe d'Huez.
Oltre ai due portacolori del Team Europcar, la Francia ha potuto festeggiare il decimo posto assoluto dell'ex byker Jean Christophe Peraud. Il nativo di Tolosa ha dimostrato di poter essere competitivo anche su strada grazie a una buona tenuta in salita, purtroppo la carta d'identità è sua nemica, ha ancora a disposizione poche stagioni per riuscire a ripinguare il proprio palmares.
Per quanto riguarda il borsino di casa nostra, ha dimostrato una condizione invidiabile il veronese Damiano Cunego. Il portacolori Lampre è stato sempre all'altezza dei migliori corridori di classifica dimostrando una grande tenuta sia sui Pirenei che sulle Alpi. Molto probabilmente il ciclismo italiano ha ritrovato uno dei suoi protagonisti per le grande corse a tappe, attendiamo conferme in proiezione Giro d'Italia 2012.
Il Tour de France non è soltanto battaglia per la maglia gialla, ma ogni giorno è buono per quei corridori che affrontano la corsa a tappe francese con l'obiettivo di vincere una tappa.
In questo senso si è distinto il movimento ciclistico norvegese con ben 4 vittorie di tappa, due successi a testa per il campione del mondo Thor Hushovd e per l'astro nascente Edvald Boasson Hagen. Il corridore della Garmin Cervelo si è dimostrato un grande campione del mondo, maglia gialla nella prima settimana e trionfatore nelle tappe non proprio adatte alle ruote veloci di Lourdes e Gap. I successi di Boasson Hagen invece sono diversi tra loro, il primo colto nella volata atipica in cima allo strappetto di Lisieux, il secondo nella prima tappa alpina con un'azione splendida sul Colle di Pra Martino. Che dire, due corridori in gara, quattro successi di tappa, il ciclismo norvegese non è il massimo per profondità, ma la qualità è assicurata, pochi ma buoni.
Per quanto riguarda i successi parziali ha brillato come il suo solito la stella di Philippe Gilbert. Impressionante nella tappa di Mont des Alouettes non è riuscito a replicare nelle tappe di Super Besse e Saint Flour per colpa della scarsa collaborazione offerta dalle altre squadre per inseguire la fuga di giornata, unica giornata storta, la tappa del Mur de Bretagne, adattissima alle sue caratteristiche. Accanto al talento straordinario di Gilbert, è venuto su forte il compagno di squadra Jelle Vanendert. Partito alla vigilia per aiutare lo sfortunato capitano Jurgen Van den Broeck in salita, col ritiro di quest'ultimo causa caduta è riuscito a ritagliarsi il proprio spazio e a vincere nell'arrivo in salita pirenaico di Plateau de Beille.
Tra le ruote veloci, il dominatore è stato ancora una volta Mark Cavendish. Il velocista dell'Isola di Man ha dimostrato di essere il miglior velocista del panorama ciclistico mondiale con 5 straordinari successi di tappa e la maglia verde di Parigi. Tra i suoi avversari per la maglia verde si è distinto il campione nazionale spagnolo Jose Joaquin Rojas Gil, il più costante tra i velocisti del Tour, capace di impostare buone volate in tutti i tipi di arrivi. Andre Greipel, grande antagonista di Cannonball è riuscito a prevalere nella tappa di Carmaux, mentre il giovane velocista francese Romain Feillu si è dovuto accontentare di alcuni piazzamenti che rappresentano un grande iniezione di fiducia per un futuro ricco di soddisfazioni.
La lista dei promossi come di consueto si conclude coi personaggi che hanno dato battaglia con attacchi a lunga gittata, molto spesso non andati a buon fine. Jeremy Roy e Johnny Hoogerland si sono dimostrati i due corridori più combattivi del Tour, il primo può vantare il primato di chilometri in avanscoperta, mentre il secondo ha dato una dimostrazione di coraggio con pochi eguali in questo mondo, resistendo in gruppo con 33 punti di sutura sul corpo.
Uno dei pochi coraggiosi ad aver coronato il sogno di vincere una tappa è stato il portoghese Rui Faria da Costa. Il portacolori della Movistar ha dato battaglia nella tappa di Super Besse, lottanto per il successo di tappa con Alexandre Vinokourov nel suo ultimo giorno da corridore professionista.
Rimandati - Nonostante il podio di Parigi, inserisco tra i rimandati di questo Tour, il più grande dei fratelli lussemburghesi, Frank Schleck. Il corridore della Leopard non ha saputo sfruttare a dovere una condizione di forma straordinaria che poteva permettergli di risultare competitivo anche in ottica maglia gialla. Kim Andersen aveva a disposizione due punte per far saltare gli equilibri del Tour de France, ma la timidezza di Frank non ha garantito il vantaggio numerico alla propria squadra.
Anche il secondo nome della lista dei rimandati potrebbe sembrare inopportuno, ma Samuel Sanchez nonostante gli incidenti che hanno costretto al ritiro alcuni suoi avversari non è riuscito neanche quest'anno a centrare il podio di Parigi. La maglia a pois è un po' poco per un corridore che prepara soltanto il Tour de France, rinunciando ad altre corse che molto probabilmente sono più nelle sue corde. In salita è stato competitivo sia sulle Alpi che sui Pirenei, ma un corridore di questa levatura non può perdere 2 minuti in un ventaglio e presentarsi al Tour con una squadra ridicola.
Un finale di Tour positivo non basta per inserire tra i promossi i due alfieri della HTC per quanto concerne le ambizioni di classifica generale, Tony Martin e soprattutto il terzo classificato della Vuelta 2010, Peter Velits. Il cronoman tedesco si è riscattato con la vittoria di tappa nella crono di Grenoble, ma è stato rimandato dalle salite, mentre il corridore slovacco ha perso tanti minuti nelle tappe di montagna ritrovando competitività nella giornata dell'Alpe d'Huez, un po' poco per un corridore che ha concentrato la stagione su questo appuntamento.
Nonostante la vittoria di tappa sull'arrivo di Saint Flour, Luis Leon Sanchez non si è dimostrato all'altezza dei migliori nelle tappe più difficili di un Tour disastroso per la sua Rabobank.
Più o meno lo stesso discorso può essere fatto per il velocista della Garmin Cervelo, Tyler Farrar. Subito vincitore della prima volata di questo Tour sull'arrivo di Redon, per il resto ha preso soltanto sberle a destra e a manca dal suo grande rivale Mark Cavendish e dagli altri migliori velocisti del lotto.
La lista dei rimandati si conclude con la speranza francese per le gare a tappe Jerome Coppel. Il capitano della Saur – Sojasun ha disputato un Tour anonimo con un rispettabile quattordicesimo posto in classifica generale, ma senza acuti meritevoli di menzione.
Bocciati - La lista nera dei bocciati di questa Grande Boucle non può che iniziare dal Team Radioshack capitanato da Levi Leipheimer. I corridori agli ordini di Johan Bruynell hanno lasciato il loro segno nel modo sbagliato, ovvero sull'asfalto. Alla vigilia partivano con quattro capitani, a Parigi è arrivato il solo Leipheimer con un ritardo di oltre un'ora da Cadel Evans. DISASTRO.
Lo stesso discorso del Team Radioshack può essere fatto, non in termini di cadute, ma in termini di prestazioni negative col team Rabobank capitanato dalla grande delusione del Tour de France, Robert Gesink, mai realmente competitivo nelle sue amate montagne.
Per quanto riguarda la corazzata Leopard Trek, le delusioni maggiori sono rappresentate da Fabian Cancellara, Jakob Fuglsang e Linus Gerdemann. Il campione svizzero si è dimostrato il cugino scarso del fenomeno ammirato nella prima parte di stagione, mentre il danese e il tedesco dovevano essere gli angeli custodi degli Schleck in salita, ma non si sono mai dimostrati all'altezza delle attese della vigilia.
Tra le grandi delusioni tra gli uomini di classifica, purtroppo non posso fare a meno di menzionare il nostro Ivan Basso. Il corridore varesino ha preparato per tutta la stagione il grande appuntamento francese, ma non è riuscito ad essere competitivo nella terza e decisiva settimana di corsa dopo le buone prestazioni offerte sui Pirenei. L'incidente sull'Etna ha levato qualche giorno di preparazione, ma la sua pedalata legnosa non aveva nulla a che vedere con lo zabaione in senso ciclistico messo in mostra al Giro 2010.
Tra le giovani promesse del ciclismo mondiale, Roman Kreuziger non ha superato le fatiche del Giro non è mai stato realmente competitivo, mentre Richie Porte e Tj VanGarderen pur avendo preparato in maniera specifica l'appuntamento, non sono stati d'aiuto per il loro rispettivi capitani.
Tra i cacciatori di Gran Premi della Montagna, ha deluso lo scalatore francese David Moncoutie. L'obiettivo della maglia a pois era tutt'altro che irrangiungibile, ma il corridore della Cofidis non aveva la gamba per sprintare sulle montagne alpine e pirenaiche.
Per quanto riguarda i velocisti, ha deluso enormemente il nostro Alessandro Petacchi. Il velocista spezzino ha dimostrato a sprazzi una buona gamba, ma non era nelle condizioni mentali adatte a sprintare con le migliori ruote veloci del pianeta.
La lista dei bocciati si conclude con l'organizzazione che ancora una volta si è dimostrata inadatta a gestire un evento di tale levatura. Stavolta i limite della sopportazione è stato abbondantemente superato, gli sfortunati Nicky Sorensen, Juan Antonio Flecha e Johnny Hoogerland hanno pagato a caro prezzo le disattenzioni degli autisti dei mezzi che seguono i corridori. |
| Last Updated on Tuesday, 26 July 2011 10:42 |

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