

| Più ombre che luci nel Tour di Ivan Basso. |
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| Written by Sergio Loi |
| Sunday, 24 July 2011 13:11 |
Ottavo posto finale a 7'23”dal vincitore Cadel Evans, il bilancio del Tour de France 2011 è negativo per il nostro Ivan Basso. La preparazione alla corsa francese è stata travagliata, l'incidente occorso sull'Etna si è rivelato più penalizzante del previsto levando giornate di lavoro cruciali in ottica terza settimana di corsa.Le premesse alla vigilia non lasciavano ben sperare, al Giro del Delfinato, corsa di preparazione per il Tour de France, fatica, si stacca, non riesce proprio a reggere il ritmo dei migliori...
...I più pessimisti parlano di stagione buttata via, mentre i pochi ottimisti confidano nelle doti del corridore varesino, uno dei più meticolosi del gruppo quando si tratta di preparare il grande appuntamento stagionale.
In effetti le prime due settimane di corsa lasciano ben sperare e danno parzialmente ragione agli ottimisti della vigilia, Ivan sui Pirenei non fa sfracelli, ma sembra il più competitivo in salita sia a Luz Ardiden che a Plateau de Beille. La condizione fisica dei suoi principali avversari, Alberto Contador e Andy Schleck lascia ben sperare anche in ottica maglia gialla di Parigi, quasi tutti gli addetti ai lavori lo vedono in uno dei tre gradini del podio sugli Champs Elisées.
Ma dopo i Pirenei, succede qualcosa, il giocattolo si rompe, Ivan promette di far selezione sulle Alpi, ma fatica a mantenere il ritmo dei migliori. Già nella tappa di Gap ci sono le prime avvisaglie, sembra duro, imballato, fatica a stare in un gruppo forte di tutti gli uomini di classifica in una salita di media difficoltà come il Col de Manse. La frittata si compie in discesa, il corridore varesino è rigido, si dimostra il solito “paracarro” quando si tratta di scendere le montagne, i secondi volano, le speranze di podio anche, in quell'occasione ho notato una cosa, la mentalità vincente di Ivan ha iniziato a vacillare, forse in quel preciso momento si è reso conto di non avere la condizione per essere competitivo nei tapponi alpini.
E in effetti le Alpi sono la parte più triste della storia, Ivan Basso in carriera ha sempre dimostrato di avere come punto di forza la terza settimana, i sette giorni che separano i vincenti delle corse a tappe dai piazzati. Il corridore varesino invece, contrariamente alle previsioni si è spento come una candela, negativo nella tappa di Pinerolo, si riprende nel tappone del Col du Galibier con una prestazione all'altezza dei migliori, ma va letteralmente in crisi nella tappa dell'Alpe d'Huez perdendo tutte le speranze di podio e tante certezze sulla sua tenuta atletica.
Vedere Ivan Basso in crisi è un'autentica rarità, proprio lui, il mix di grinta, tenacia, forza, programmazione, ha fallito il suo unico obiettivo stagionale. Molto probabilmente non vincerà mai il Tour de France, però non è detto che non possa salire sul podio in un futuro prossimo, la carta d'identità non è dalla sua parte, molto probabilmente dovrà diminuire i giorni di allenamento e aumentare i giorni di corsa perchè in questo Tour, oltre alla consueta tenuta, Basso ha dimostrato di essere in deficit di esplosività, non creava separazione tra se e gli avversari con la progressione che l'ha reso famoso, in definitiva, ha corso da corridore piazzato.
Un ottavo posto in classifica generale non aggiunge nulla al suo palmares, ricco di due affermazioni al Giro d'Italia e di due podi al Tour de France. Proprio la corsa rosa lo aspetta a braccia aperte, il tris è alla sua portata, deve soltanto crederci. |
| Last Updated on Sunday, 24 July 2011 14:06 |

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