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Ventesima Tappa del Tour de France: Promossi e Bocciati. PDF Print E-mail
Written by Sergio Loi   
Saturday, 23 July 2011 18:15
Ventesima Tappa del Tour de France: Promossi e Bocciati.
La ventesima tappa del Tour de France 2011, una cronometro disputata in un anello di 42,5 chilometri nei dintorni di Grenoble, aveva il compito di eleggere il successore di Alberto Contador nell'albo d'oro della corsa a tappe francese. La situazione alla partenza vedeva in maglia gialla Andy Schleck, con un margine di 57 secondi da difendere dall'assalto del suo rivale più pericoloso, il portacolori della BMC Cadel Evans. La cronometro si è rivelata un monologo dell'ex campione del mondo con una cavalcata micidiale che gli ha consentito di superare e distanziare di un 1'34” il corridore della Leopard-Trek. La vittoria di tappa invece è andata allo specialista dell'HTC Tony Martin, abile a bissare il successo ottenuto sul medesimo percorso al Giro del Delfinato....
Promossi - Non me ne voglia il vincitore di tappa Tony Martin, ma la lista dei promossi di giornata non può che iniziare dal re di questa Grande Boucle 2011 Cadel Evans. Il corridore australiano ha sfatato il luogocomune storico che lo vedeva piazzato nelle grandi corse a tappe. Cadel ha dimostrato di essere un vincente, ha conquistato questo Tour de France in ogni singola tappa prendendosi in prima persona l'onere di controllare la corsa. Mai una giornata di crisi, mai un'esitazione, il capitano della BMC ha messo in pratica gli insegnamenti del suo mentore Aldo Sassi, questa vittoria è anche sua. Aldo i tuoi pupilli hanno realizzato il loro sogno, rimane il rimpianto di non vederti al fianco di Cadel nel momento della gioia, ma da lassù, ovunque tu sia, potrai sorridere e gioire per le imprese dei tuoi campioni. Nel giorno del trionfo di Cadel Evans, la vittoria di tappa è andata al cronoman tedesco Tony Martin. Il portacolori della HTC ha dimostrato di essere uno dei rivali più credibili del dominatore della specialità Fabian Cancellara. Ha condotto la cronometro dall'inizio alla fine dimostrando una classe con pochi eguali. Vittoria che cancella un Tour altalentante nel quale si era presentato con velleità di classifica generale, purtroppo le salite l'hanno rimandato, però nelle prove contro il tempo non siamo lontani dal livello della locomotiva di Berna.Ancora piazzato, ma ancora una volta promosso Alberto Contador. Il campione uscente ha dimostrato ancora una volta di voler onorare fino all'ultimo metro la sua corsa centrando un grandissimo terzo posto. La classifica generale piange, per i suoi standard di rendimento, però in questo Tour abbiamo assistito al lato umano di questo straordinario campione, un atleta che non molla mai anche nei casi di manifesta inferiorità. Quarto posto e premio di “sorpresa del giorno” per il giovane belga Thomas DeGendt. Il corridore della Vacansoleil si è ripetuto nella crono finale dopo la prestazione più che positiva sull'Alpe d'Huez. Il futuro è tutto suo, se calerà 4-5 chili potrà sicuramente ambire ad essere protagonista di una grande corsa a tappe. Maglia a pois, straordinario discesista e forte a cronometro, insomma l'identikit del corridore completo, non possiamo che riferirci al campione olimpico Samuel Sanchez. Il corridore basko è sempre tra i migliori, ma in un modo o nell'altro non riesce mai ad essere protagonista della lotta per il successo finale di una grande corsa a tappe. In questo Tour de France è partito in sordina e ha finito fortissimo, mentre l'anno passato aveva iniziato forte pagando lo sforzo nella terza settimana, i grandi Giri son fatti di tre settimane, Samuel deve imparare ad essere costante e competitivo in ciascuno dei 21 giorni di corsa. Pronto, cercasi grande talento australiano per le crono, maglia rosa al Giro d'Italia 2010. Ogni riferimento porta al corridore della Saxo Bank Richie Porte che finalmente, dopo un Tour nel complesso deludente riesce a mostrare al mondo il suo talento per le prove contro il tempo. Il quinto posto di tappa dev'essere un punto di partenza per questo corridore. E'destinato a un grande futuro per le grandi corse a tappe, ha la fortuna di correre assieme al numero uno della specialità, lo attendiamo tra i protagonisti nei prossimi anni perchè il talento è cristallino. Trovare la consacrazione internazionale a 34 anni, è roba da francesi, il protagonista è il corridore della AG2R, Jean Christophe Peraud. Il corridore nativo di Tolosa ha corso una cronometro oltre le aspettative, si è dimostrato competitivo in ogni terreno, unico neo la carta d'identità, altrimenti la Francia avrebbe potuto trovarsi tra le mani un serio pretendente alle posizioni di vertice di una grande corsa a tappe. La lista dei promossi si conclude con la coppia terribile del Team Europcar formata dallo straordinario Thomas Voeckler, mai domo, e capace di difendere un irreale quarto posto finale, e dalla promessa del ciclismo francese Pierre Rolland dimostratosi fortissimo in salita, ma competitivo anche nella crono di oggi, nella quale è riuscito a difendere la maglia di miglior giovane di questo Tour dal ben più quotato Rein Taaramae. T – Blanc dall'alto dei suoi 32 anni, non dovrebbe avere tanti margini di miglioramento, mentre il venticinquenne compagno di squadra è ormai da tutti indicato come la speranza francese per una futura maglia gialla.Prima di iniziare con il listone dei bocciati, è doveroso fare una premessa, nonostante la sconfitta non mi sento di inserire nella lista nera di giornata, Frank Schleck e soprattutto il fratello Andy. I due capitani della Leopard-Trek, partivano sfavoriti in una prova contro il tempo, rispetto a Cadel Evans, nonostante la sconfitta hanno disputato una prova in linea con le aspettative se paragonata agli altri rivali per la classifica generale. Cadel si è mangiato l'asfalto dando una dimostrazione di forza e superiorità con pochi eguali, il Tour è tutto merito suo e non demerito di Andy Schleck che ha provato in ogni modo possibile a cambiare le sorti di una corsa che per il resto ha sempre parlato australiano.
Bocciati - La lista dei bocciati di giornata non può che iniziare col dominatore, pluricampione del mondo della specialità Fabian Cancellara. Il corridore svizzero si è presentato al via di questo Tour in precarie condizioni di forma e non ha mai trovato il giusto colpo di pedale nelle tre settimane di corsa. Il confronto con i rivali è impietoso, 1'42” di ritardo dal vincitore Martin, e una prestazione inferiore ad altri atleti molto meno quotati. La giornata della Leopard-Trek, già nera per il discorso classifica generale, di certo non viene addolcita dalla prestazione della sua punta nelle prove contro il tempo. Tra gli altri favoriti di giornata, hanno deluso il corridore norvegese Edvald Boasson Hagen, partito fortissimo ma incredibilmente saltato per aria nella parte centrale del percorso, il portacolori della Radioshack, Levi Leipheimer, mai all'altezza in questo Tour de France dopo la sensazionale vittoria al Giro di Svizzera, David Millar stranamente anonimo sin dai primi istanti di gara e il campione nazionale spagnolo della specialità Luis Leon Sanchez, incredibilmente rinunciatario e appagato dalla bella vittoria di Saint Flour. Il borsino purtroppo si conclude coi nostri due portacolori per la classifica generale Damiano Cunego e Ivan Basso. Il portacolori della Lampre si è dimostrato sempre all'altezza in questo Tour concluso al settimo posto della classifica generale, purtroppo la cronometro non è la sua specialità, dopo la delusione del Giro di Svizzera, deve ancora una volta ingoiare un boccone amaro perdendo ben due posizioni nella classifica finale. Il discorso Ivan Basso è molto diverso, noi appassionati di ciclismo ci chiediamo da due anni dove sia sparito il corridore con la posizione quasi perfetta ammirato in maglia CSC. Ivan fino a 5 anni fa vinceva le cronometro, oggi non va avanti, e non voglio limitare l'analisi a un discorso di gambe, il problema è di posizione, un problema che la Liquigas non riesce a risolvere. Questo Tour de France era l'occasione attesa un'intera carriera, purtroppo l'ha fallita senza se e senza ma, rimane il rimpianto di non aver visto il vero Ivan Basso almeno nella sua amata montagna perchè la versione 2010 ci avrebbe dato gioie e soddisfazioni con un grande piazzamento sul podio di Parigi. Invece il raccolto è magro, un ottavo posto che non aggiunge niente alla nobiltà del suo palmares.

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Last Updated on Saturday, 23 July 2011 19:01
 

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