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Contoli “L’obiettivo è quello di ripagare la fiducia dei Reverberi”. PDF Print E-mail
Written by Vincenzo Piccirillo   
Monday, 16 January 2012 15:34

Alberto Contoli è fiducioso che il 2012 lo vedrà protagonista, in questo modo potrà lasciarsi alle spalle 2 anni difficili e ripagare la fiducia della Colnago.

Classe 1987 Alberto Contoli è alla ricerca del suo posto tra i professionisti, dopo 2 stagioni difficili a causa di una serie di problemi fisici che ne hanno limitato il rendimento. Adesso è pronto a dimostrare il suo valore e far vedere alla famiglia Reverberi che hanno visto giusto a puntare su di lui e a rinnovargli la fiducia anche per questo 2012.

Come valuti il 2011, la tua seconda stagione tra i professionisti?

“La mia stagione seconda stagione tra i professionisti cosi come la prima è stata condizionata da troppi infortuni fisici. In 2 anni mi sono operato 2 volte al ginocchio sinistro e ho passato più giorni tra un ospedale e l’altro che in gruppo con i miei colleghi”.

A che punto è la tua preparazione per il 2012?

“La preparazione per questa stagione procede bene. Per me è già un’ottima cosa riuscire a svolgerla completamente. Dopo quello che mi è successo negli ultimi 2 anni. Ormai non mi ricordavo neanche come si faceva la preparazione invernale (ride ndr)”.

Dove esordirai e con quali ambizioni?

“Non so ancora quando attaccherò il numero sulla schiena per la prima volta in questa stagione. Le ambizioni non saranno di certo altissime, ma vorrò farmi trovare pronto, in modo tale da poter ottenere la fiducia della squadra per le corse successive”.

Già avete stabilito a grandi linee le gare che affronterai nella prima parte di stagione?

“Non ancora. Il nostro Ds Roberto Reverberi assieme al preparatore Mirko Rossato stanno valutando il calendario più appropriato per ciascuno di noi. Alla fine a decidere sarà comunque la strada”.

Obiettivi da raggiungere in questa stagione?

“Innanzitutto portare a termine una stagione senza intoppi. Poi mettere nelle gambe il maggior numero di corse possibile in modo da potermi poi esprimermi al meglio. Perché se non si gareggia è davvero dura acquisire il ritmo corsa. Farlo solo in allenamento è impossibile. Comunque l’obiettivo più importante per me è quello di ripagare la fiducia della famiglia Reverberi che mi ha dato la possibilità di correre un altro anno con loro, dopo 2 stagioni fallimentari”.

Per il 2012 in casa Colnago c’è stato un’ulteriore svecchiamento della rosa con le partenze di corridori importanti come Belletti e Canuti, questo aumenta le tue responsabilità ma anche le chance a tua disposizione?

“Col passare degli anni crescono anche le responsabilità. In squadra da questo punto di vista non mettono alcuna pressione. Per quanto riguarda le chance, le partenze di Belletti e Canuti cosi come quelle di Stortoni e Frapporti permetterà una maggiore libertà in corsa, con un occhio di riguardo per i capitani Modolo e Pozzovivo”.

Che aria si respira in casa Colnago dopo le decisioni di Rcs che vi ha invitato a  tutte le loro corse a partire dal Giro?

“Dopo l’invito per tutte e 4 le corse (Sanremo, Tirreno, Giro e Lombardia ndr), in squadra c’è ancora più tranquillata associata ad un maggiore stimolo per ben figurare e onorare queste prove. Più in generale per noi è una grandissima opportunità poter disputare queste corse che fanno parte del ciclismo che conta”.

Negli ultimi 2 anni nonostante un percorso adatto alle sua caratteristiche il vostro capitano Pozzovivo al Giro non è riuscito a dimostrare il suo valore come mai?

“In entrambe le ultime 2 edizioni Domenico è stato molto sfortunato e spero per lui che quest’anno possa rifarsi. Se supera indenne le prime tappe in terra danese sono convinto che sarà l’anno del suo riscatto”.

Che tipo di corridore sei?

“Da dilettante mi definivo uno scalatore. Però nei primi 2 anni da professionista, in salita sono state più le volte in cui mi staccavo assieme ai velocisti che quelle in cui rimanevo con i primi. Nel 2012 devo invertire la rotta. Se guardo al futuro mi vedrei come un gregario di un capitano per i grandi giri. Il massimo sarebbe diventare come Sylvester Szmyd”.

Passando tra i professionisti è’ cambiato il tuo modo di allenarti? Non credi che per essere competitivi tra i professionisti ci sia bisogno di lavoro molto più specifici rispetto a quando si è nei dilettanti?

“Rispetto agli anni da dilettante, tra i professionisti bisogna macinare più km. Per quest’anno la mia grande fortuna è aver ritrovato Mirko Rossato, col quale avevo passato tutti e 4 i miei anni tra gli Under 23. Conosco molto bene i suoi metodi di allenamento e se un corridore ha delle qualità lui le fa emergere”.

Come e perché hai cominciato ad andare in bici?

“Ho iniziato sulle ceneri di mio fratello più grande, Filiberto. Lui ha smesso dopo i 2 anni da allievo, cosi lui ha smesso ed io ho iniziato. Ero G4 e la squadra era la Società Ciclistica Faentina. Il ciclismo è nel DNA di famiglia, grazie alla passione del nonno paterno. Anche i miei 2 fratelli sono legati alla bici, Filiberto si diverte ancora nelle gare amatoriali, mentre Luca si dedica alla Bmx  e lavora come meccanico in un negozio di bici. I miei genitori se le trasferte non sono troppo lunghe fanno di tutto per seguirmi, insomma una famiglia amante del ciclismo”.

La corsa dei tuoi sogni?

“Nessuno dubbio, il Giro d‘Italia”.

Come riesci a conciliare la tua attività da ciclista con lo studio visto che sei iscritto alla facoltà di Economia e Commercio?

“In realtà da quando sono passato professionista, ho bloccato gli studi. Quello di laurearmi è un sogno nel cassetto e quindi tornerò senz’altro ad aprire i libri”.

Chiudiamo con una curiosità, a livello nutrizionale i ciclisti debbono stare parecchio attenti e sono costretti ad alcuni sacrifici, ma almeno a Natale a tavola vi concedete qualche sgarro? O siete comunque costretti a controllarvi?

“Personalmente a Natale mi concedo anche più di uno sgarro, sempre però dopo aver fatto il mio dovere. Quest’anno ad esempio sveglia di buon’ora e grazie al bel tempo mi sono fatto un centinaio di km, prima di gustarmi da buon romagnolo un bel piatto di cappelletti in brodo fatti in casa dalla mamma”.

Grazie Alberto per il tempo che ci hai concesso e buona stagione.

“E’ stato un piacere e vi ringrazio dell’opportunità che mi avete concesso per farmi conoscere dai vostri lettori”.

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