

| Il Giro di Contador |
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![]() Il campione spagnolo ha dominato in lungo e in largo questo Giro ma
ha anche saputo guadagnarsi l'affetto dei tifosi italiani.
Alberto Contador si presenta per la seconda volta in carriera al via del Giro d’Italia e lo fa chiaramente per puntare alla maglia rosa di Milano visto quanto fatto vedere al Giro del 2008 che vinse nonostante non lo avesse preparato, in quanto la sua Astana fu invitata solo all’ultimo, ma soprattutto per il suo palmares che comprende già 5 grandi giri, 3 Tour, 1 Vuelta e 1 Giro.
Quello che si presenta a Torino per la cronosquadre è un Contador non proprio sereno visto che sul suo capo pende la spada di Damocle del giudizio del Tas in merito alla sua positività al clenbuterolo. Proprio questa vicenda porta Contador a correre il Giro in quanto la sua presenza al Tour è fortemente a rischio. A differenza di tre anni fa, Contador si prepara con scrupolo per il Giro, quindi lo spagnolo è fiducioso delle sue possibilità e non potrebbe essere altrimenti. Nonostante la sua forza Alberto gioca un po’ a nascondersi cercando di far salire la pressione su Nibali e Scarponi e ci riesce benissimo visto che alla vigilia Nibali dichiarerà che si augura che Contador lo batta regolarmente, lo spagnolo questa se la segna e risponderà a Vincenzo solo in gara. L’avvio nella cronosquadre è buono ma non ottimo, infatti la sua Saxo risente della partenza verso la Leopard di uomini importanti e chiude la crono in ottava posizione a 30” dalla Htc, di Pinotti, prima maglia rosa del Giro. Contador concede 8” a Nibali e 6” a Scarponi. Nella seconda e nella terza tappa, vinte da Petacchi e Vicioso, con la maglia rosa che passa prima a Cavendish e poi a Millar, Alberto chiude tranquillamente in gruppo. Dopo la tappa annullata per la scomparsa di Wouter Weylandt, ecco che arrivano le prime difficoltà, rappresentate dallo sterrato, nella tappa che si chiude ad Orvieto. Contador in salita è con i migliori e in discesa evita rischi non seguendo l’allungo di Nibali, una volta tornati compatti, i big si giocano il secondo alle spalle di Weening che conquista tappa e maglia. Nella volata finale per lo spagnolo arriva un settimo posto tra Nibali e Scarponi. Nella tappa di Fiuggi vinta da Ventoso nonostante l’arrivo in leggera salita, Contador a differenza di Scarponi non fa la volata e chiude in 32esima pozione. A Montevergine primo arrivo in salita, arriva un nono posto senza infamia e senza lode, anzi non riesce nemmeno a sprintare per la vittoria finale. Chi credeva ad un Contador in difficoltà dovrà riardersi ben presto infatti l’indomani nella tappa di Tropea, che prevede un duro strappo a 1500 metri dall’arrivo, il campione spagnolo decide di seguire l’allungo di Gatto e di muoversi in prima persona, sorprendendo tutti i big, all’arrivo Gatto conserva qualche metro di vantaggio mentre Contador guadagna 5” più i 12” di abbuono sui diretti rivali. Weenig indossa sempre la maglia rosa. In gruppo qualcuno crede che questo dello spagnolo sia stato un tentativo per nascondere uno stato di forma inferiore alle attese e incutere timore agli avversari, il percorso del Giro propone la tappa dell’Etna, con il vulcano siciliano da scalare 2 volte. In casa di Nibali, Contador mette in atto il suo primo show, non appena la salita arriva nella sua parte più dura a 7 km dal traguardo Contador piazza uno scatto secco, uno di quelli che fanno veramente male, Nobali decide di salire del suo passo, mentre Scarponi prova a seguirlo e si riporta sulla ruota dello spagnolo, che nel frattempo ha raggiunto Rujano, partito poco prima, dopo qualche metro di respiro Alberto accelera nuovamente e Scarponi perde contatto, per il marchigiano un fuori giri che gli costerà tanto nel finale visto che alla fine si staccherà anche da Nibali. Intanto la coppia Conatdor – Rujano riprende tutti i fuggitivi e si invola verso il traguardo finale, il piccolo scalatore venezuelano non da cambi a Contador e lo spagnolo riparte a poco più di 1000 metri dal traguardo, stavolta il corridore dell’Androni perde leggermente contatto e non rientrerà più sullo spagnolo. All’arrivo Aberto precede Rujano di 3”, Nibali (4°) accusa 50” di ritardo mentre Scarponi paga 1’07”. Contador conquista anche la maglia rosa, in classifica ha 59” su Sivtso e 1’19” su Le Mevel, Nibali e Scarponi sono in quarta e quinta piazza a 1’21” e a 1’28”. Ma quale bluff, il Giro già sembra avere il suo padrone assoluto. Dopo il giorno di riposo si arriva a Teramo, dove c’è una tapa per velocisti, nessun problema per Contador che mantiene il primato. La tappa numero 11, prevede invece un finale insidioso con uno strappo nell’ultimo km, Contador vorrebbe lasciar andare la fuga di giornata, ma la presenza di Le Mevel vicino in classiifca, impone alla Saxo di tirare, visto che i fuggitivi non hanno troppo vantaggio entrano in scena altre squadre con la Farnese su tutte e l’azione viene annullata, proprio sulla rampa finale, l’ultimo a cedere è Moreno della Katusha, i big della classifica si lanciano nello sprint finale, la vittoria va a Gadret che precede Joaquin Rodriguez e Visconti, Contador è quinto e precede i diretti concorrenti per la vittoria finale. A Ravenna tornano di scena per l’ultima volta i velocisti, con Cavendish che vince e saluta la compagnia. Non cambia nulla in classifica. Al giro è giunto il momento della verità con 3 tappe durissime prima del secondo giorno di riposo, si comincia con la tappa che sconfina in Austria e porta i corridori a scalare il Grossglockner, in vista delle successive frazioni più dure, qualcuno ipotizza un marcamento tra gli uomini di classifica, non la pensa cosi Contador che ancora una volta ne approfitta per fare la differenza, ancora una volta e Rujano il primo a partire, la maglia rosa si limita controllare e a seguire Igor Anton e Scarponi, proprio il capitano della Lampre abbozza qualche timido scatto, a quel punto la maglia rosa rompe gli indugi e lascia tutti sul posto, ad eccezione del folletto venezuelano che riesce a tenergli la ruota, Scarponi non commette l’errore di voler seguire Contador e sale del suo passo, i big della classifica però fanno fatica e non trovno un buon accordo tutto a vantaggio di Contador che guadagna secondi reziosissimi. A differenza dell’Etna Rujano collabora con lo spagnolo, che seguendo la legge non scritta del ciclismo gli lascia la vittoria, al traguardo dietro i primi 2 arriva Gadret a 1’27”, Nibali e Scarponi arrivano con un ritardo di 1’36”. In classifica la maglia rosa ha 3’09” su Nibali e 3’16” su Scarponi, un distacco ormai incolmabile. A questo punto è chiara la superiorità di Contador che temendo qualche imboscata pensa bene di creare qualche alleanza in corsa, soprattutto con le spagnole Euskaltel e Movistar. Ed è proprio l’alleanza con la squadra basca che porta Contador a “regalare” la tappa dello Zoncolan ad Igor Anton. Questo è probabilmente il giorno più difficile per Alberto fischiato sullo Zoncolan, in quanto reo secondo i tifosi di aver voluto l’annullamento del Crostis. Sullo Zoncolan Contador si limita a fare il compitino, il primo a scatatre e Rodrigueez ma il suo tentativo si rivelerà infruttuoso, dato il via libera ad Igor Anton, Contador si piazza a ruota di Scarponi, fin quando da dietro non ritorna Nibali che stacca Scarponi, a questo punto lo spagnolo si mette a ruota di Nibali, senza dargli cambi e scatenando la rabbia del siciliano, nel finale quasi a voler far pagare a Nibali le dichiarazioni di Torino, Contador piazza uno scattino e stacca Nibali, poi sembra quasi aspettarlo e non appena il siciliano torna in scia riparte e lo stacca di qualche secondo, a fine tappa Nibali non le manderà a dire al campione spagnolo. Al traguardo Anton precede Contador di 33” e Nibali di 39”, Scarponi è quarto ad 1’10”. La vittoria di Igor Anton porta lo spagnolo al terzo posto della generale a 3’21” dalla vetta e ad un solo secondo dal secondo posto di Nibali. I corridori sono attesi dalla tappa più difficile del Giro, il tappone dolomitico con oltre 6000 metri di dislivello che si concluderà sul Gardeccia. Questa è la tappa ideale per portare un attacco a Contador da parte dei rivali ma anche l’occasione per lo spagnolo di chiudere definitivamente il Giro. Sul Giau, cima Coppi del Giro, Contador è molto pimpante ma non affonda il colpo vista la lontananza dal traguardo, nella successiva discesa è invece Nibali a partire ma Contador dimostra che non è fermo e anche grazie alla collaborazione di altri corridori spagnoli, limita i danni al termine della discesa, il siciliano ha solo 25” di vantaggio e decide di rialzarsi, sulla Marmolada nel tratto più duro Nibali perde le ruote dei migliori per poi rientrare in discesa, sulla salita del Gardeccia Igor Anton stacca Garzelli e va a conquistare la tappa, il varesino resiste al rientro di Contador e conquist il secondo posto, dietro Contador fa ancora una volta il vuoto, comunque Scarponi resiste al meglio e alla fine quasi si riporta sullo spagnolo, a cui concede 6”, Nibali invece accusa da Contador un distacco di circa 1’40”. In classifica Scarponi diventa lo sfidante ufficiale, salendo al secondo posto in classifica a 4’20 dalla vetta, terzo Nibali a 5’11”. Il secondo è ultimo giorno di riposo è funestato dalla tragedia di Xavier Tondo corridore della Movistar che perde la vita per un assurdo incidente. Si riprende con la cronoscalata del Nevegal e qui Contador libero di fare la sua corsa, mostra tutto il suo valore, nella prima parte della crono quella in pianura parte tranquillo ed evita rischi per poi scatenarsi nel tratto in salita dove rifila una cinquantina di secondi a Nibali. All’arrivo precede Nibali di 34” e Scarponi di 38”. In classifica il vantaggio su scarponi sfiora i 5 minuti. Sul podio non c’è festa per un Contador visibilmente commosso che dedica la vittoria a Tondo. In attesa del gran finale ci sono 2 tappe buone per le fughe quella di Tirano vinta da Ulissi vede impegnata la Saxo impegnata a contenere il distacco dai fuggitivi, vista la presenza di Sivtsov. Il giorno successivo nella tappa con arrivo a San Pellegrino, una tappa tiratissima nei primi 100 km, vede Contador a controllare in prima persona la dove non arriva la sua squadra, questa tappa vedrà la vittoria di Eros Capecchi. Siamo arrivati alla tappa numero 19 la Bergamo – Macugnaga, una tappa che non dovrebbe dire molto vista la facilità della salita conclusiva. Invece assistiamo ad una delle scene più belle di tutto il Giro, dopo aver affrontato il Mottarone ad inizio tappa ad un gran ritmo per merito dell’Acqua e Sapone, sulla salita finale Contador consiglia Tiralongo suo fedele gregario di scatatre quando mancano 6 km al traguardo, la maglia rosa dice ai suoi gergari abbassare il ritmo per favorire l’azione del siciliano, ma quando negli ultimi 2 km l’azione del siciliano si fa più pesante e prima Rodrigiuez e poi Gadret provano a riprenderlo, ecco che entra in scena Contador, che stacca tutti e si porta in testa alla corsa facendo rifiatare Tiralongo e scortandolo fino alla vittoria. Un grande gesto da parte di un grande campione. Il giorno successivo sul Colle delle Finestre Contador decide di lasciare la scena agli altri, a Rujano che si piazza alle spalle del grandissimo Kiryienka che dedica la vittoria al compagno di squadra Tondo, la maglia rosa lascia spazio anche a Rodriguez e Menchov, mettendosi a ruota di Scarponi che ha staccato Nibali, Contador da anche qualche cambio a Scarponi, questa condotta di gara infastidirà Nibali che non ha dimenticato quanto successo sullo Zoncolan. La crono finale di Milano, vinta da Millar, è una lunga e meritata passerella per lo spagnolo che trova anche il tempo per passare in testa al primo intertempo, poi nel finale rallenta e si gode il trionfo. Milano e tutta ai suoi piedi e nel tripudio di una piazza del Duomo gremita. Alberto l’imbattile si commuove. Un trionfo questo di Contador meritatissimo che lo fa salire ormai definitivamente nel gotha del ciclismo di tutti i tempi, ora lo spagnolo è a quota 6 vittorie nei grandi giri, al settimo posto di tutti i tempi, questa la classifica che dimostra tutto il valore di Alberto.
Adesso per Contador l’obiettivo è il Tour e quella doppietta nella stessa stagione ritenuta ormai quasi da tutti impossibile da centrare, ma per questo Contador niente sembra precluso. |

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