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E' sempre fulgido il ricordo di Rametta |
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Written by Carmelo Di Mauro
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Wednesday, 14 July 2010 09:48 |
Giorno 9 luglio è ricorso il secondo anniversario della scomparsa di Salvatore Rametta “l’Angelo del Ciclismo”. Dopo il clamore dei mass media suscitato per la prematura scomparsa del giovane ciclista di Noto, è seguito il silenzio più totale. Il ciclismo siciliano, gli rende onore, organizzando a Noto il "Memorial Salvatore Rametta", gara riservata alla categoria Allievi, quest’anno giunto alla seconda edizione e vinto dall’atleta del Team Toscano di Giarre, Sebastiano Pappalardo. Le gare, il ciclismo erano la vita di Salvatore, una manifestazione ciclistica è il modo più opportuno per ricordarlo. Noi vorremmo ricordare la storia di un ragazzo mai dimenticato da tutti coloro, che hanno avuto modo di conoscerlo. Ringraziando Corrado Protasi per le informazioni fornite, riportiamo la storia, la breve storia di colui che per noi sarà sempre “Angelo del ciclismo.
Nato il 21 Marzo 1993. A soli 3 anni, mostra la sua passione per la bicicletta, e da li la decisione del nonno Emanuele di iscriverlo ad un’associazione ciclistica la “G.S. AMICI DEL PEDALE” di Noto, iniziando con la categoria G1. Seguirono una serie di allenamenti, prima sulla pista, poi su strada, le prime gare, le prime vittorie: la “Xll Coppa San Corrado”, disputata a Noto, con la categoria G5, era il successo di cui Salvatore andava fiero; lui amava definirlo il successo più importante della sua carriera. Seguito dal nonno, partecipa a vari meeting regionali e campionati italiani. Con l’associazione GS. Amici del pedale rimane dalla categoria G1 alla G6. Nel 2006 passa alla categoria Esordienti, con la societa’ A.S.D. Equipe Sicilia. A causa di vari problemi fisici, Salvo non riesce ad ottenere grandi risultati pur impegnandosi sempre al massimo. Nel 2008 passa alla categoria Allievi, con la “Pozzarello Spinal Club 2000” di Canicattini Bagni, seguito dal Dott. Santo Tavana, che lo definiva ”Il Ragazzo Col Sorriso Sempre in bocca”, perché anche nei momenti piu’ difficili o subito dopo una gara, Salvatore aveva sempre il sorriso sulle labbra. Il 29 Giugno 2008 durante una gara disputata a Monterosso Almo (RG), a soli 3 giri dalla fine, Salvatore si scontra con un’auto che procedeva in direzione opposta all'interno del circuito. L’impatto fu violentissimo: rimane esanime per qualche minuto sul cofano dell’auto. Riceve i primi soccorsi all’Ospedale Civile di Ragusa, ma a causa dei politraumi, viene trasferito con l’elisoccorso all’Ospedale Papardo di Messina. Le condizioni fisiche appaiono sin da subito disastrose. 12 giorni di speranzosa attesa, ma il 9 Luglio, giovane ciclista viene dichiarato clinicamanete morto. L’Angelo ha chiuso gli occhi ma non ha smesso di battere ali: i familiari hanno autorizzato l’espianto degli organi, grazie alla quale molte persone continuano a vivere. Aveva 15 Anni e frequentava il l geometra “M.Carnilivari” di Noto. Allegro, affettuoso e con tanta voglia di vivere, tipica di un ragazzo che sta crescendo, che incomincia a fare amicizia con i coetanei. Sognava e sperava, essere assieme ai grandi del ciclismo, magari accanto al suo idolo Paolo Bettini . Il suo motto era “Fatica, Gare e Telefonino”. Ma all’improvviso se ne andato lasciando un grande vuoto in ognuno di noi. Walter Villa scriveva: “la vita è come una corsa in motocicletta: nessuno sa quanta benzina il destino ha messo nel nostro serbatoio. C’è chi nasce col pieno e chi, senza saperlo, viene al mondo gia’ in Riserva...” Ma, che tu abbia il pieno o poche goccie di benzina non importa, quello che conta è andare sempre al Massimo fino all’ultima goccia di vita. Salvo era in riserva, ma ha vissuto la sua vita al massimo, regalando ogni giorno emozioni a chi gli stava accanto e a chi lo ha conosciuto, come uomo e come atleta.
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Last Updated on Wednesday, 14 July 2010 10:10 |
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