

| El Chaba Jimenez |
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| Written by Vincenzo Piccirillo |
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8 anni fa ci lasciava "El Chaba" Jimenez, un vero Re delle montagne. E’ il 6 Dicembre 2003 quando dalla Spagna giunge una notizia tristissima e che fa scendere sul ciclismo mondiale un velo di tristezza, Josè Maria Jimenez detto “El Chaba” non c’è più il suo cuore ha cessato di battere in una clinica di Madrid dove era ricoverato per cercare di superare la depressione, quel mal di vivere che lo avevo inseguito e mai più abbandonato. El Chaba fu stroncato da un infarto subito dopo aver firmato autografi ad alcuni pazienti della clinica che lo avevano riconosciuto e quindi volevano un ricordo di quel ragazzo che solo qualche anno prima incendiava di passione le salite della Vuelta Espana. Scalatore di grande classe Jimenez non a torto è considerato il secondo scalatore più forte dell’ultimo ventennio alle spalle solo di Marco Pantani. Del pirata oltre ad avere il soprannome, infatti oltre ad essere chiamato El Chaba (El chava in Spagna) era anche il pantani di Spagna, aveva anche quei continui cambi di ritmo che tanto entusiasmano i tifosi e viveva l’attesa delle salite come un qualcosa da dedicare ai suoi sostenitori, viveva le tappe di montagna come un’opera da realizzare e da regalare ai suoi tifosi. Capace di grandi imprese era incline anche nelle stesse tappe in cui sembrava poter regalare spettacolo a d avere delle crisi incredibili e ad arrivare al traguardo con 10 minuti di ritardo. Per un ragazzo come Jose abituato a staccare tutti in salita, l´ultima salita quella contro il mal di vivere si è rivelata troppo dura, ben più dura di quell´Angliru che riuscì a domare nel 1999, contro un avversario che ti fa sembrare tutto nero, ti fa sentire inutile e che ti toglie le forze, non ha potuto nulla nemmeno il suo carattere sempre allegro che ne ha anche limitato il rendimento nel ciclismo. Pensare che un ragazzo con quegli occhi sempre vivi e furbi e con quel sorriso contagioso sia morto lontano dai propri affetti e in una clinica per malati di mente ti mette addosso una tristezza infinita che oggi a 8 anni di distanza é ancora presente nel cuore di chi lo ha visto felice. La lontananza dalle corse non ha fatto altro che aumentare i suoi disagi, la voglia di tornare in gruppo non gli è mai mancata nemmeno nei momenti più bui, come l'estate 2003 quando confidò ad un amico l'intenzione di voler tornare a correre dicendogli "Credi che se potessi non tornerei in bicicletta già domani?" una frase tanto semplice quanto piena di sofferenza, per un ragazzo che vedeva sfuggirsi di mano la propria vita, a partire da quel ciclismo a cui ha dedicato gran parte del suo tempo. Anche per andarsene in quel maledetto 6 Dicembre 2003 ha fatto uno scatto dei suoi, lasciando tutti noi increduli e con la morte nel cuore e per farlo ha scelto un sabato, da sempre nel ciclismo giorni di grandi salite e verdetti finali. Ciao Chaba non potremo mai dimenticarti. Carriera - Passato professionista nel 1992 ha corso per tutta la sua carriera con la Banesto, crescendo prima all’ombra di Indurain e poi prendendone il posto come leader della squadra, una responsabilità eccessiva ma forse nemmeno troppo per uno col carattere esuberante ed il talento di Jimenez, che nel ciclismo spagnolo continua la tradizione dei grandi scalatori. I primi successi cominciano ad arrivare nel 1994 quando si impone alla Subida a Urkiola corsa in linea molto dura e che vede nel suo albo d’oro grandi scalatori, sempre nel 1994 vincerà una tappa e la classifica finale della Vuelta a La Rioja. Nei successivi 2 anni continua a crescere e vince una tappa alla Vuelta Catalunya, 2 tappe e la classifica finale del Colorado Cyclist Classic e nuovamente la Subida a Urkiola. Il 1997 è l’anno della sua esplosione, dopo aver rivinto la Vuelta a La Rioja, si laurea campione nazionale ed ottiene il suo primo piazzamento nei primi 10 in un grande giro, infatti è ottavo al Tour de France vinto da Ullrich, questo piazzamento rimarrà il suo miglior risultato in Francia in quanto col Tour non avrà molta fortuna vista la sua scarsa abilità nelle prove contro il tempo. Alla Vuelta conquista il suo primo successo in quella che diventerà la sua corsa e fa sua per la prima volta la maglia di miglior scalatore. Il 1998 è il suo anno migliore prima di prendere parte al Tour vince una tappa alla Vuelta Asturias e la frazione regina quella con arrivo sul Mont Ventoux al Delfinato. Al Tour le sue prestazioni non sono in linea con le attese e ed è costretto al ritiro nella 16esuima tappa. El Chaba non si abbatte e si presenta al meglio alla Vuelta Espana dove divide i gradi di capitano della Banesto con Olano. Per vedere il primo arrivo in salita bisogna aspettare la tappa numero 6 e a Xorret de Cati non si lascia sfuggire l’occasione stacca tutti, Heras che sarà secondo arriverà con 27” di ritardo, e conquista tappa e maglia, maglia che perderà a favore di Olano nella cronometro di Mallorca solo 2 giorni più tardi, quando in poco meno di 40 km perderà oltre minuti e in classifica scende in 15esima posizione a 3’07”. Da questo momento cambierà la sua Vuelta, infatti dando libero sfogo al suo istinto rifiuta di seguire gli ordini di scuderia e va all’attacco delle maglia gialla in ogni tappa di montagna. L’indomani della cronometro si arriva ad Andorra ad Estacion de Pal e Jimenez regala ai tifosi uno dei suoi show e batte ancora tutti, al traguardo precederà Escartin di 16” ma tutti gli altri big pagano molto di più , Heras terzo arriverà a 1’26”, El Chaba risale in quarta posizione e comincia la sua risalita verso la maglia gialla. Il giorni successivo a Cerler vince nuovamente precedendo in volata Heras ed Escartin e recuperando ancora qualche secondo su Olano. Dopo 4 tappe tranquille ecco che si arriva a Laguna Negra de Nelia e manco a dirlo e Jimenez ad incendiare la corsa e vincere la sua quarta frazione staccando di 33” Jalabert ed Escartin, Olano in affanno difende il primato ma accusa il compagno di squadra di non essere leale. Jimenez non fa una piega e nell’ultima tappa di salita la ventesima con arrivo sull’Alto de Navacerrada completa la sua rimonta arrivando terzo, preceduto da Zintchenko ed Heras in volata ma stacca Olano di oltre un minuto e ed indossa la maglia di leader con 6” su Escartin e 38” su Olano. Un margine troppo esiguo per sperare di vincere la Vuelta visto che prima della passerella finale di Madrid c’è la cronometro di Fuenlabrada vinta da Zulle con 1” di vantaggio su Olano, Jimenez da tutto quello che ha ma la cronometro non è il suo forte e alla fine paga 2’50” ad Olano e perde la maglia di leader, viene superato anche da Escartin e riesce a mantenere il podio per soli 6” su Armstrong. Alla fine la Vuelta va ad Olano ma è stato Jimenez ancora una volta maglia verde di miglior scalatore a rendere entusiasmante la corsa e per tutti è il vincitore morale. Nel 1999 si ripresenta al Giro dopo l’esperienza del 1995 con la voglia di sfidare Pantani, l’inizio è promettente con il secondo posto alle spalle del pirata nella tappa del Gran Sasso, una tappa corsa nel freddo e sotto il nevischio, poi il resto del Giro è deludente nonostante qualche tentativo di attacco. Alla Vuelta si presenta per prendersi al rivincita sul suo ex compagno di squadra Olano passato alla Once ma il percorso con quasi 100 km a cronometro non lo favorisce affatto ma nonostante questo ottiene un buon quinto posto finale ma soprattutto centra la vittoria nella tappa regina della Vuelta quella con arrivo sull’inedito Alto de Angliru, la salita più dura di Spagna. In una giornata condizionata da freddo e pioggia ci pensa Jimenez a scaldare gli spagnoli con una gran rimonta nella parte più dura della salita che gli consente di rientrare proprio negli ultimi metri su Pavel Tonkov. Nel resto della Vuelta nelle altre tappe di montagna pur non riuscendo a vincere sarà sempre tra i protagonisti e conquista la sua terza maglia verde consecutiva. Il 200 comincia bene con la vittoria alla Classica delle Alpi corsa in linea francese in cui batte tra gli altri Escartin ed Armstrong, poi fa sue 2 tappe e la classifica finale della Vuelta Catalunya. Al Tour si presenta con una buona condizione e nel primo arrivo in salita ad Hautacam è terzo a 1’13 da Javier Otxoa e a 31” da Armstrong. Purtroppo sul Ventoux e a Briancon non è in gran giornata e abbandona i sogni di gloria. A Corchevel nel giorno dell’ultimo trionfo di Marco Pantani è l’ultimo a cedere al ritmo insostenibile del pirata e chiude in seconda posizione in quella che sarà la sua ultima grande recita sulle strade del Tour. Si presenta al via della Vuelta ma non è il vero Jimenez e si ritirerà nell’ottava tappa. Il 2001 è la sua ultima stagione da corridore e punta tutto sulla Vuelta dove riesce ad imporsi in 3 tappe e conquista sia la maglia di miglior scalatore, la quarta in carriera, che quella della classifica a punti. Uil primo successo arriva nella tappa numero 8 sull’Alto de la Cruz de la Demanda dove precede di 23” Joseba Beloki. Ad Estacion de Pal ripete il successo di 2 anni prima e infligge ai rivali un distacco molto pesante, Escartin, secondo paga 1’44”. Il giorno successivo c’è la cronoscalata di Estació d'Ordino-Arcalís e Jimenez precede di 28” suo cognato Carlos Sastre. In classifica è ancora lontano dalla vetta avendo perso tanto a cronometro ma sembra in grado di salire sul podio, invece 3 giorni dopo sull’Alto de Aitana ha una brutta crisi e paga 12 minuti, un distacco che lo fa uscire di classifica ma che non lo abbatte visto che nell’ultima tappa di montagna sull’ Alto de Abantos e secondo a soli 22 da Gilberto Simoni. Questo sarà il suo ultima scatto per i tifosi non solo alla Vuelta Espana ma anche nel ciclismo visto che nel 2002 in pratica non correrà mai visto che la depressione non la farà mai più tornare se stesso. |

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