

| Lombardia "Rosso Crociata" |
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| Written by Ettore Ferrari |
Oliver Zaugg, vincitore a sorpresa sabato scorso del Giro di Lombardia, ha regalato alla Svizzera il 5° successo nella gloriosa “classica delle foglie morte”. Ma chi sono stati i predecessori dell’alfiere della Leopard nell’albo d’oro della classica lombarda? Per oltre ottanta (!) edizioni, gli elvetici conseguirono ben pochi e sporadici piazzamenti, conquistando il podio in due sole occasioni: con Fritz Schaer (il “terzo uomo” del ciclismo svizzero dopo i grandi Kubler e Koblet) 3° nel 1948 e con Ferdi Kubler 2° a 2’52” da Fausto Coppi nel ’49. Nel 1989 Toni Rominger, finalmente, inverte la rotta e da il via ad una serie di 4 successi in 10 edizioni per i rossocrociati. Analizziamo brevemente la cronaca dei successi dei predecessori di Zaugg al Lombardia...
1989 – E’ l’anno dell’epico duello al Tour de France fra Lemond e Fignon, con il francese sconfitto per l’inezia di 8”! Lemond si laurea per la seconda volta campione del mondo, mentre la 1^ edizione della Coppa del Mondo se l’aggiudica Sean Kelly, re delle classiche degli anni ’80. Fignon, sconfitto al Tour e al mondiale dal “nemico” Lemond, è però il grande protagonista dell’intera stagione, grazie ai successi alla Milano-Sanremo, al Giro d’Italia e al G.P. delle Nazioni e vuole concludere con un grande Lombardia. La corsa si decide sulla dura salita della Valcava, in testa troviamo Roberto Pagnin, gran combattente di quegli anni, e Toni Rominger. Quasi subito, Rominger rimane da solo al comando. Sembra la classica fuga che anticipa la bagarre dei big, ma lo svizzero, che difende i colori della Chateau d’Ax di Gianni Bugno, è letteralmente scatenato e aggredisce i tornanti della Valcava con una grinta che pochi gli riconoscevano. Al gpm transita con 1’45” sui primi inseguitori (Winterberg, Yvon Madiot e Zimmermann), poi a 2’10” il gruppetto con Fignon e Mottet (dominatore dell’ultima edizione), a 2’40” un drappello con Bugno, ad oltre 3’ Kelly con la maglia di leader e già matematicamente vincitore della Coppa del Mondo. A questo punto mancano ancora… 101 km al traguardo. C’è tempo e spazio per organizzare l’inseguimento al fuggitivo. Invece i grandi tergiversano, preferiscono controllarsi, anche perché le energie sono ormai al lumicino. Così, con pieno merito, il mite Toni sfodera le sue doti di cronoman che regalano a lui e a tutto il ciclismo svizzero un successo storico nell’edizione n° 83 del mondiale d’autunno dopo ben 113 km di fuga. Delion e Roosen, gli unici a inseguire con convinzione, conquistano i gradini più bassi del podio giungendo con un ritardo di poco più di due minuti e mezzo; i grandi favoriti (Fignon, Kelly, Fondriest, Bugno, Mottet & co.) tutti assieme a 4’38”.
1992 – Siamo in piena era Indurain (accoppiata Giro-Tour per il navarro), con Gianni Bugno e Claudio Chiappucci rivali storici. Il monzese dopo un’annata negativa (3° al Tour, ma severamente sconfitto da Indurain) si è rifatto vincendo dapprima il secondo mondiale consecutivo con una volata da antologia su Jalabert a Benidorm e poi andando ripetutamente a segno in classiche nobili del calendario italiano del finale di stagione: Giro del Lazio, Giro dell’Emilia e Milano-Torino! È lui il grande favorito del Lombardia. Sul valico di Esino Lario Rominger (che ha superato l’annosa allergia che in primavera lo bloccava nei grandi giri, vincendo la Vuelta di Spagna) sferra il suo terribile forcing andando a recuperare i fuggitivi della prima ora. Sullo svizzero rientra con una bella progressione Bugno. I due non sono più compagni di squadra, ma si conoscono molto bene. In cima hanno 25” sul gruppo Chiappucci, comprendente Roche, Cassani, Tonkov, Alcala, Breukink e Pelliccioli; a 1’ l’esordiente Davide Rebellin (21 anni) professionista da due mesi. La pioggia continua a cadere con insistenza, in discesa Bugno patisce il freddo e perde le ruote di Rominger, che invece lo esorta a seguirlo, ma l’iridato è attanagliato dalla morsa del freddo e addirittura si ferma per coprirsi. La sagoma ingobbita di Rominger si allontana inesorabilmente. Ma i colpi di scena non sono terminati, da un abulico Bugno ad uno scatenato e indomito Chiappucci, che in discesa sfodera le sue doti andando prima a raggiungere e poi a staccare Rominger. In pianura su Chiappucci si riportano Rominger e Cassani e poi, prima del colle Balisio, anche il messicano Raul Alcala. I quattro costituiscono un gruppetto ben assortito e il vantaggio supera i 2’ prima ancora di iniziare il Ghisallo. Sulla salita storica del Lombardia, Rominger e Chiappucci sono i più generosi, Cassani si supera e rimane con i due campioni, mentre Alcala è costretto alla resa. Dietro i vari gruppetti che inseguono sono a vari minuti al cospetto di una corsa resa ancora più massacrante dalla pioggia battente e da un freddo invernale. Sul Lissolo, ultimo strappo in programma, Rominger allunga con il lungo rapporto, Chiappucci cerca di resistere ma è costretto a cedere, Cassani cede di schianto. In vetta Rominger ha 21” su Chiappucci, 45” su Cassani, 2’40” su Alcala, addirittura 6’ su Sorensen, mentre Bugno, ormai alla deriva, è a 7’! Picchiata su Monza e ultimi km trionfali per Rominger che spunta dalla nebbia e taglia il traguardo da autentico dominatore. A 41” un indomito e generoso Chiappucci, un ottimo Cassani conquista il 3° posto a 2’50”, poi Alcala a 5’15”; ottimo 9° posto per Rebellin a 7’44”, mentre Bugno conclude con un anonimo e deludente 20° posto a 8’01”!
1993 – Rominger dopo le due straordinarie vittorie è assente (ha vinto ancora la Vuelta ed è stato 2° dietro sua maestà Indurain al Tour). Favorito è un altro elvetico, Pascal Richard, ex iridato di ciclocross, annunciato in grandi condizioni di forma dai successi al Giro di Romagna e al Giro del Lazio. L’Ariostea, magistralmente diretta da Giancarlo Ferretti, comanda le operazioni lanciando sul Ghisallo Giorgio Furlan e Richard. I due atleti di “Ferron” scatenano l’offensiva, in discesa Chiappucci e Gotti rientrano, poi anche Sciandri completa un quintetto che si gioca nel finale il successo nell’87^ edizione della classicissima d’autunno. Sul Lissolo Richard e Furlan dimostrano di avere una marcia in più e si isolano nuovamente al comando. Il resto è una cronometro a coppie del duo Ariostea che si gioca in una volata vera il successo. Furlan lancia la volata, ma Richard è più potente e lo supera facilmente e vince alla grande. A 7” Sciandri e Chiappucci non senza recriminazioni per l’occasione fallita.
1998 – È stata la grande stagione di Marco Pantani, dominatore di Giro e Tour, ma il pirata ha già staccato la spina ed è il grande assente della 92^ edizione. È l’ultima corsa da professionista di Gianni Bugno (che non ha mai vinto il Lombardia), mentre Michele Bartoli ha già in pugno la classifica di Coppa del Mondo. Dopo una sparata di Bartoli, a circa 80 km dall’arrivo, sono il campione del mondo Camenzind, il campione d’Olanda Boogerd e Belli ad andare in fuga. Sulla salita della Forcella di Bura in testa rimangono Camenzind e Boogerd. La corsa si conclude a Bergamo Alta al termine di uno strappo secco e in porfido. Proprio nel tratto in salita scatta Boogerd, ma Camenzind, galvanizzato dal successo una settimana prima nel mondiale di Valkenburg, risponde prontamente e piazza uno scatto che lascia sui pedali l’olandese. Breve picchiata verso Bergamo e Oscar Camenzind conquista per distacco anche il Lombardia. Dopo Binda (1927), Simpson (’65), Merckx (’71), Gimondi (’73) e Saronni (’82) uno svizzero in trionfo al Lombardia con la maglia iridata. |

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