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Ancora rapiti dal fascino del Pirata PDF Print E-mail
Written by Sergio Loi   
Marco Pantani - Mount Ventoux
La storia del ciclismo è ricca di episodi leggendari che rimangono radicati in uno stato di semi - quiescenza in alcuni cassetti delle nostre memorie, episodi che hanno bisogno di un imput per ritornare attuali in tutta la loro bellezza. La storia, oggetto di questo racconto si basa su tali caratteristiche, infatti capita che un sabato sera di fine estate non sia il massimo dal punto di vista della movida, soprattutto in una realtà paesana come la mia, capita che al bar seduto con gli amici prendi in mano il telecomando, accendi la televisione e inizi uno zapping a ritmi forsennati alla ricerca di un qualcosa di interessante...
...Improvvisamente, tra un programma e l'altro dell'oceano Sky, leggi il titolo della trasmissione, “ESPN Classic: Tour de France Ventoux 2000” (speciale dedicato ai 40 anni di Lance Armstrong), il dito è poggiato sul pulsante “Avanti”, ma improvvisamente la mente, con grande prontezza di riflessi invia un impulso contrario, forse quel nome e quella data sono familiari, anzi togliamo il forse, è così. A primo impatto, vi lascio soltanto immaginare la reazione dei miei cari amici, del tutto disinteressati a una corsa ciclistica, però non demordo, ricordo loro che si tratta della penultima vittoria dello sportivo italiano più amato degli ultimi 20 anni, dell'uomo che ha avvicinato tante persone al mondo del ciclismo, dell'indimenticabile leggenda di Marco Pantani. Sono concentrato sulla corsa, ma improvvisamente sento movimento alle mie spalle, incredibile, le stesse persone che un minuto prima contestavano la mia scelta, improvvisamente sono sedute fianco a me per seguire le gesta dell'omino con la bandana. Un mix di brividi ed emozioni travolgono puntuali la mia persona, Marco a distanza di quasi otto anni da quel tragico ultimo giorno trascorso in quel maledetto hotel di Rimini, è in grado di incollare al tubo catodico una mole di persone con pochissimi eguali nella storia dello sport di casa nostra.
Il teatro della cavalcata si chiama “Mont Ventoux”, una montagna che incute terrore, una pietraia ventosa che non lascia scampo ad alcuna forma di vita, un luogo che nei mesi estivi, per morfologia e inospitalità può essere paragonato soltanto all'Hammada del Sahara Occidentale. La tappa è la numero 11 di quel Tour, la località di partenza è Carpentras, i corridori dovranno percorrere soltanto 148 chilometri per arrivare in cima al “Gigante della Provenza”, al monte Ventoso come lo definì il Petrarca.
La maglia gialla è sulle spalle di un inattaccabile Lance Armstrong, reduce dallo show pirenaico di Lourdes Hautacam, ma il Tour è ancora lungo e se esiste un corridore al mondo che rifiuta fino all'ultimo il concetto di sconfitta, questo è Marco Pantani. La salita viene presa a tutta dagli uomini della Banesto di Eusebio Unzue, interessati a lanciare il grande e compianto Jose Maria Jimenez, ma il Chaba non si dimostra in giornata di grazia e ben presto le posizioni nobili del gruppo maglia gialla vengono occupate dai “Postini” di Lance Armstrong che screamano il plotone grazie al ritmo forsennato di Tyler Hamilton e Kevin Livingston. A 13 chilometri dalla conclusione iniziano le prime schermaglie con lo scatto di Alexandre Vinokourov, in appoggio a Jan Ullrich e l'inseguimento di un brillantissimo Santiago Botero, ma ecco che nel gruppo maglia gialla accade l'imponderabile, il ritmo di Hamilton fa male a tanti scalatori tra i quali il nostro Marco Pantani. La seconda batosta nel giro di pochi giorni è dietro l'angolo, ma è in questo momento che viene fuori la testa del campione, Marco è il lontano parente dello scalatore ammirato fino al maggio del 1999, cerca di salvare la gamba, di salire col proprio passo in attesa della seconda parte di salita. Davanti intanto rimangono soltanto i grandi del Tour, Lance Armstrong, Jan Ullrich, Joseba Beloki, Richard Virenque, Santiago Botero e Roberto Heras. Lo scalatore di Bejar accenna a uno scatto, ma il padrone del Tour risponde e si riporta sotto assieme a tutto il plotoncino, intanto Pantani non è alla deriva, ma fa l'elastico a 10-15-20 secondi dai migliori. Ma ecco che a poco più di 5 chilometri dalla vetta, il Pirata è a 100 metri dai grandi del Tour, prende coscienza del fatto che non vanno molto più forti di lui, mette le mani sulla parte inferiore del manubrio, si alza sui pedali e compie l'ultimo sforzo per riportarsi sotto. A questo punto, le energie si triplicano, neanche il tempo di prendere fiato e scatta in faccia ai suoi avversari, Armstrong compreso. Il forcing è terribile e fa male a Richard Virenque, però il vento contrario è il nemico di giornata, Marco fatica a creare separazione tra se e gli avversari, ma non demorde e alla quinta accelerazione consecutiva riesce ad andare via. Il primo a rispondere è l'inesauribile Santiago Botero, che però resta ben presto senza benzina sulle gambe, ma ecco che a 2 chilometri dalla vetta arriva puntuale come un orologio svizzero lo scatto secco di Lance Armstrong. L'azione del texano è incontenibile, passa a doppia velocità il povero Botero e in poche centinaia di metri riesce ad agganciare Pantani, dando agli avversari una sensazione di onnipotenza ciclistica. Il duello è colossale, il vincitore dei Tour 98 e 99 si fronteggiano ad armi pari, Lance è il più fresco, si vede, mulina il rapporto con relativa facilità, Pantani fa fatica, ma tiene duro con una resistenza psicofisica che da l'idea della caratura del corridore. I due arrivano in parata all'ultimo chilometro, e Lance Armstrong da grande fuoriclasse lascia attraversare la linea del traguardo a Marco Pantani.
Il gesto di Armstrong è di una bellezza più unica che rara, ma viene rovinato da un post gara movimentato, il texano affermerà in seguito di aver lasciato vincere il Pirata, che da grande campione qual'è, non la mandò giù.
In cima al Ventoux ha avuto inizio una rivalità breve ma intensa tra due leggende del ciclismo moderno, un duello tra titani che ha raggiunto il suo apice tre giorni dopo verso Courchevel.
Ma questa è un'altra storia.............
 

In Giro con Balloni

 

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