

| Francesco Moser - Roubaix '80 - |
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| Written by Ettore Ferrari |
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Parigi-Roubaix 1980. Moser, Moser, Moser. Terzo sigillo consecutivo alla Parigi-Roubaix.
Come accade da anni, Moser e De Vlaeminck sono i grandi favoriti. Il copione è sempre lo stesso con i due “draghi del pavè” a monopolizzare la scena. Moser, ancora pieno di rabbia per essere stato beffato due settimane prima da Pollentier al Giro delle Fiandre dopo una gara dominata, è a caccia della terza vittoria consecutiva per avvicinarsi al poker del belga che, dal canto suo, cerca il successo dopo una primavera finora piuttosto deludente (5° alla Sanremo e 4° al Fiandre). I due fuoriclasse hanno preparato il grande appuntamento sulle strade del Giro del Belgio (vittoria finale di Knetemann): Moser ha chiuso al secondo posto, De Vlaeminck si è imposto in una tappa battendo allo sprint il trentino.
Cronaca - La corsa entra nel vivo a 80 km dalla conclusione. Si involano i soliti Moser e De Vlaeminck, un imperscrutabile Thurau, e l’enfant du pays Gilbert Duclos Lassalle. I francesi, all’asciutto da ben 24 anni (ultimo successo con il grande Luison Bobet), puntano le loro fiches sull’emergente Duclos Lassalle e, naturalmente, sul grandissimo Bernard Hinault, che però è già costretto ad inseguire. Le cadute tolgono di mezzo tra gli altri il campione del mondo Jan Raas e Pollentier (per il belga frattura della clavicola). I quattro di testa procedono spediti e il vantaggio aumenta nonostante alle loro spalle Hinault lotta da par suo. In testa al piccolo convoglio si segnala un Thurau particolarmente in vena, Moser generoso e potente come sempre incute timore, mentre De Vlaeminck accucciato a ruota non sembra il combattente d’un tempo. Una foratura appieda il fiammingo, che però risale prontamente recuperando dopo pochi km Duclos Lassalle, vittima anch’egli di una foratura. Al comando rimangono in due, Moser e Thurau come al mondiale del ’77 e in un breve tratto della Roubaix ’78. Alle loro spalle la sfortuna perseguita De Vlaeminck che, nell’impeto della furibonda rincorsa all’antico rivale, cade ed è costretto ad un amaro ritiro. Per la prima volta dopo undici partecipazioni Monsieur Roubaix non taglia il traguardo della “sua” corsa. Cade pure Duclos Lassalle, il francese si rialza e addirittura sembra recuperare su Moser e Thurau. La corsa è ormai nel pieno della fase decisiva. In un tratto dritto in pavè, Moser si alza leggermente sulla sella, si siede ed esplode con una progressione che mette alle corde Thurau. Mancano circa 18 km al traguardo e il tedesco vede allontanarsi inesorabilmente la sagoma tricolore del campione trentino. Duclos Lassalle generoso e combattente manda in delirio la folla francese. Thurau, ormai al lumicino delle forze, cede di schianto, viene raggiunto e staccato da Duclos. Il velodromo “Roubaisien” è l’apoteosi per Moser, autentico re del pavè, che firma un tris consecutivo (sempre per distacco) da consegnare come uno dei più grandi exploit della storia delle due ruote. Un trionfo bellissimo con la maglia di campione d’Italia a completare una tripletta memorabile (con la maglia iridata la prima, con la maglia Sanson la seconda, e appunto con la maglia tricolore la terza). Questa splendida gemma ha un valore particolare, perché ai bordi del velodromo ad aspettarlo e a dargli il primo abbraccio c’è Carla, la giovane fidanzata che presto diverrà sua moglie. Duclos Lassalle conquista un prestigioso secondo posto a 1’48’’, poi l’abisso: Thurau è terzo a 3’30’’, a 6’05’’ (!) Hinault supera in uno sprint ristretto il gigante Demeyer, Fons De Wolf e Daniel Willems. Solo 31 corridori concludono una gara come sempre massacrante.
Statistiche - Francesco Moser tra i grandissimi. Solo Octave Lapide, nei tempi eroici, era riuscito a realizzare tre vittorie consecutive nell’Inferno del Nord.
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