

| Francesco Moser - Roubaix '78 - |
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| Written by Ettore Ferrari |
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16 aprile 1978- Francesco Moser come Coppi e Gimondi “doma” il pavè e vince per distacco una memorabile Parigi-Roubaix
È la prima Roubaix senza Eddy Merckx, ormai prossimo ad annunciare il ritiro dall’attività agonistica. Roger De Vlaeminck, vincitore dell’ultima edizione e recordman della classicissima francese con 4 vittorie divide con il campione del mondo Francesco Moser il peso del pronostico; in più i due fuoriclasse corrono nella stessa squadra, la Sanson, e possono fare gioco di squadra. Al via anche Bernard Hinault e un imberbe Giuseppe Saronni (20 anni e mezzo): entrambi saranno messi fuori cause dalle cadute e Saronni non tornerà mai più sul pavè.
Cronaca - Moser, più che mai pronto per centrare il bersaglio pieno dopo essere stato protagonista in tutte le classiche di primavera (6° alla Sanremo, 2° all’Amstel, 7° al Fiandre e 3° alla Gand), fa il diavolo a quattro sul pavè e mette tutti in fila scremando il gruppo. A 22 km dal traguardo il trentino risolve a suo favore la partita: sentiero in pavè, strada che svolta a sinistra, uno strattone violento e lascia sui pedali la scomoda compagnia. I primi a staccarsi dal gruppo di testa sono il tedesco Thurau (battuto dal trentino l’anno prima sul traguardo mondiale di San Cristobal) e l’esperto Godefroot (vincitore del Giro delle Fiandre e gran combattente delle classiche del Nord). L’ultimo a resistere al forcing di Moser è l’olandese Raas, altro grande cacciatore di classiche dell’epoca. In pochi km Moser scava un abisso tra sé e tutti gli altri. Al suo inseguimento rimangono in tre: l’ex iridato Freddy Maertens, non più ai livelli di eccellenza del magico triennio ’75-‘76’-77 (in 3 stagioni ben 138 successi!), Jan Raas e…l’immancabile Roger De Vlaeminck. Monsieur Roubaix (che ha vinto poche settimane prima la Milano-Sanremo) rimane costantemente in terza posizione a proteggere la fuga del suo antico rivale. Gli ultimi chilometri sembrano interminabili, ma è solo un’impressione, perché Moser allungato sulla bici, quasi disteso, nella sua splendida e stilisticamente perfetta postura, divora con impeto la strada che lo separa dal velodromo. Maertens è il più attivo dei tre, ma il distacco aumenta e sfiora i 2’. Il campione del mondo finalmente giunge a Roubaix ed entra nel velodromo accolto da un’ovazione che legittima una vittoria da incorniciare. Dopo due secondi posti (’74 e ’76), il campione trentino firma la sua prima Roubaix con la maglia più bella 12 anni dopo l’ultimo successo italiano, timbrato da Felice Gimondi. A 1’40’’ De Vlaeminck, rimasto giustamente sempre a ruota, prevale facilmente su Raas e su un generoso Maertens nello sprint degli inseguitori.
Statistiche - Francesco Moser è il quarto campione del mondo a conquistare con la maglia iridata la Parigi-Roubaix. Prima del trentino, solo Marcel Kint nel ’43 (campione del mondo nel 1938, prima dello stop bellico); Rik Van Looy nel ’62 e Merckx nel ’68 erano riusciti in tale impresa.
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