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Written by Simone Santucci   
Saturday, 04 February 2012 17:27

Da domani il grande ciclismo è in Qatar

Il Tour of Qatar è dalla sua nascita il simbolo di un ciclismo che ha rotto ogni frontiera. Visto come un insulto alla tradizione da qualche tifoso, ma come una grande opportunità da altri. Quest’anno al via grandi nomi, come sempre: esordiranno sulle strade dell’emirato il Campione del Mondo Mark Cavendish e Philippe Gilbert, che da soli giustificherebbero la permanenza davanti alla tv durante le dirette di questa corsa. Ma c’è molto di più, tanti velocisti e anche molti azzurri come scopriremo.

Storia – Il Tour of Qatar nasce nel 2002, da subito corsa di grande livello e adatta ai velocisti, come testimonia il nome del vincitore della prima storica tappa: Ivan Quaranta. Quell’edizione andò al velocista tedesco Thorsten Wilhelms. Nel 2003 unico successo finale di un italiano: Alberto Loddo, che si aggiudicò anche la prima tappa. Il 2004 e 2005 sono stati gli anni del sudafricano Robert Hunter e del danese Lars Michaelsen, poi è iniziato il regno di Tom Boonen, primo nel 2006, nel 2008 e nel 2009, mentre nel 2007 si è “limitato” a vincere quattro tappe più la cronosquadre lasciando il successo finale al compagno Cretskens. Ancora un podio nel 2010, ma il successo andò all’olandese Wouter Mol, che grazie ad una fuga bidone nella prima tappa riuscì a guadagnare quasi due minuti insieme a Geert Steurs. L’ultima edizione ha visto il successo di Mark Renshaw, primo grazie agli abbuoni, ma senza nessun successo di tappa. L’ultima edizione si è chiusa col successo di Andrea Guardini a Doha. Chissà che per i nostri colori non si possa ricominciare proprio da lì.

Percorso

Prima tappa – Si comincia in linea, novità assoluta rispetto alle prime edizioni della gara. Dalle Barzan Towers (località di partenza estremamente suggestiva) si va a nord prima di ritornare a Doha, precisamente al Golf Club dove è posto l’arrivo. Inutile dire che l’altimetria è piatta e a fare la differenza potrebbe essere il vento visto che, almeno nella parte finale, si corre vicino al mare.

 

 

 

Seconda tappa – La cronosquadre ritorna e sarà decisiva. 11 chilometri in quel di Lusail per creare distacchi importanti in classifica generale. Favorite le squadre tradizionalmente abili in questo particolare tipo di prova: Garmin, BMC e Sky. Lusail è una città ancora in costruzione, progettata su misura per il turismo. Oltre alla città verrà costruito un imponente stadio che ospiterà alcune partite dei Mondiali di calcio nel 2022.

 

 

Terza tappa – Si parte da Dukhan, sul lato occidentale della penisola del Qatar, qualche chilometro lungo il mare in direzione sud, poi si ritorna da dove si era partiti e si svolta verso oriente, per tornare, ancora una volta a Doha. Arrivo al Al Gharafa Stadium, anch’esso in costruzione in vista dei Mondiali del 2022. Sarà volata

 

 

 

Quarta tappa – Il percorso della quarta frazione interessa la punta settentrionale del Qatar. Dopo la partenza da Al Thakhira i corridori si dirigeranno a nord, ad Al Zubara cominceranno a costeggiare il mare prima di arrivare a Madinat al Shamal dove è posto il traguardo. Sede d’arrivo sperimentata in due occasioni: nel 2009 vinse Mark Cavendish, nel 2010 Tom Boonen.

 

 

Quinta tappa – Usuale partenza dalla pista delle corse dei cammelli per la quinta frazione. Da qui si è passati in ogni edizione, ma solo una volta, nel 2004, la pista è stata la sede di arrivo di una tappa: vinse Robert Hunter. Quest’anno l’arrivo è a Al Khor Corniche, dove in passato hanno vinto, tra gli altri, Francesco Chicchi e Roger Hammond.

 

 

 

Sesta tappa – Il gran finale in quel di Doha, nel lungomare (Corniche, parola che si trova spesso leggendo le planimetrie delle tappe qui al Tour of Qatar o anche al Tour of Oman, vuol dire lungomare). Un arrivo che ormai gli affezionati del Tour of Qatar conoscono a memoria, ma che non manca mai di regalare emozioni.

 

 

 

Partecipanti – Tre nomi su tutti: Mark Cavendish, il velocista più forte del mondo, Philippe Gilbert, quello che alcuni considerano il corridore più forte del mondo, e Tom Boonen, il re del Qatar. Questi tre saranno gli osservati speciali. Cavendish perché da Campione del Mondo sarà subito chiamato a mettere la sua ruota davanti a tutte quelle degli altri. Deve subito mettere a tacere ogni dubbio sui possibili problemi del suo nuovo treno, deve regalare al Team Sky le prime vittorie stagionali. Philippe Gilbert non passa mai inosservato, nonostante un percorso non adatto alle sue caratteristiche la sua nuova maglia della BMC con i colori della bandiera belga sarà una delle più fotografate. Tom Boonen verosimilmente sarà il più in forma, grazie al Tour de San Luis. Il 2012 deve essere la sua stagione e qui deve subito mostrare di essere tornato. In volata non mancherà nessuno: Thor Hushovd, Tyler Farrar, Robbie McEwen, Denis Galymzianov, Peter Sagan, John Degenkolb e Mark Renshaw saranno al via. Tra i velocisti di casa nostra ecco Andrea Guardini, vincitore di una tappa l’anno scorso, ma anche Francesco Chicchi, bravissimo in Argentina, Giacomo Nizzolo, Daniel Oss e Filippo Pozzato.

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Last Updated on Saturday, 04 February 2012 17:41
 

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